Domenica 20 agosto 2017 22:56

Processo Eco4, il pm: «Cosentino era il signore dei rifiuti in cambio di sostegno elettorale»




CASERTA - «Cosentino era il dominus sia dell’Eco4 che del Ce4. Il suo è stato un patto stretto con il clan dei Casalesi in cambio di sostegno elettorale». Inizia così la requisitoria pronunciata in un'aula del tribunale di Santa Maria Capua Vetere dal pm della Dda, Alessandro Milita, nel processo Eco4 a carico dell’ex sottosegretario all’Economia, Nicola Cosentino, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Un processo definito dal pm particolarmente «complesso e laborioso» non solo per la gravità del capo di imputazione contestato, ma anche e soprattutto per il ruolo politico ricoperto dall'ex parlamentare di Forza Italia che ha reso alquanto tortuosa l'attività di indagine vista l'immunità parlamentare di cui beneficiava l'ex sottosegretario e l'impossibilità di procedere ad intercettazioni senza la preventiva autorizzazione dell'aula di appartenenza. In aula la pubblica accusa ha ricostruito «la struttura dell’impresa mafiosa» che, partendo dal potere coercitivo esercitato sul territorio, approda a quello «funzionale» nel quale «si inserisce la politica corrotta, funzionale all’interesse economico ambìto dalla camorra in cambio di sostegno elettorale». È proprio in questa fase che, secondo la Dda, Cosentino avrebbe stretto agli inizi del 2000 «un patto con il clan camorristico dei Casalesi» per entrare a far parte del sistema di gestione dei rifiuti: il referente politico campano di Forza Italia aveva intuito i vantaggi politici ed economici dell'alleanza, che gli avrebbe assicurato non solo un ampio bacino elettorale, ma anche un vasto potere economico attraverso la guida indiretta di imprese quali l'Eco4, il Ce4, l’Impregeco dove ogni decisione sarebbe passata attraverso il suo benestare. «Quando ci fu il bando pilotato dell’Eco4 scatenando uno scontro tra gli imprenditori di due fazioni diverse della camorra, i fratelli Orsi e Nicola Ferraro – spiega il pm – Cosentino non poteva non sapere che gli Orsi erano persone colluse. Ha mentito». Di entrambi i consorzi dei rifiuti, l'Eco4 e il Ce4, l'ex parlamentare forzista era diventato «il dominus», circostanza di cui Cosentino era pienamente cosciente, come si evince da numerose intercettazioni telefoniche in cui, sottolinea il pm Milita, «ammette gran parte degli elementi probatori raccontati dai collaboratori di giustizia». Un impero che egli stesso ha cercato di tutelare ad ogni costo, promuovendo perfino «la chiusura della discarica di Parco Saurino per favorire l’Impregeco e mettere in difficoltà la Fibe», come si evince dalla testimonianza del principale teste del processo, l’ex presidente del Ce4, Giuseppe Valente. © Riproduzione riservata