Mercoledi 20 settembre 2017 20:08

De Luca difende la legge sull’acqua e il suo operato: «In 5 mesi fatto più che in 5 anni»




NAPOLI – Il Presidente della Regione, Vincenzo De Luca, ha illustrato questa mattina la legge sul riordino del ciclo delle acque approvata lunedì scorso in Consiglio regionale, nel corso di una lunga conferenza stampa che è stata anche l'occasione per formulare un bilancio dei suoi primi cinque mesi alla guida della Giunta regionale. L'ex sindaco di Salerno, incalzato dalle domande dei giornalisti, è tornato a parlare anche del Pd, soffermandosi poi sulla polemica che lo ha visto protagonista insieme al sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, particolarmente critico sull’approvazione della legge in questione.

«La nuova legge sull'acqua è qualcosa di valore straordinario - ha dichiarato il Governatore - e per questo ringrazio i colleghi per il lavoro svolto. Vi accorgerete che in cinque mesi è stato fatto più che nei cinque anni precedenti. Stiamo sburocratizzando la macchina regionale. Abbiamo già approvato sette leggi regionali. Alcune decisioni sono di carattere storico, come la riduzione delle partecipate da 43 a 6. Abbiamo avviato una serie di cantieri, alcuni simbolici, altri di sostanza: funivia del Faito, funicolare di Montevergine, lavori al Teatro Trianon ed entro fine anno quattro nuovi cantieri saranno aperti per la Circumvesuviana. Abbiamo cercato di dare una spallata all'economia della regione. Entro fine anno approveremo anche una legge sullo studio e nel giro di pochi giorni, una volta ottenute tutte le autorizzazioni, partiremo con le gare per lo smaltimento delle ecoballe nella Terra dei Fuochi».

Il dibattito ha poi toccato un tema particolarmente sensibile come quello della sanità. «Abbiamo cercato di prendere per i capelli la situazione disperata della sanità campana - ha proseguito De Luca -  Qui siamo alla preistoria, eppure c'è qualcuno che ha avuto l'ardire nei mesi scorsi di parlare di problemi risolti. Stiamo cercando di stabilizzare i precari del settore. I servizi salvavita, radioterapia, dialisi e cure per malati di diabete, saranno garantiti a tutti. Abbiamo dato l'anima in queste settimane ed in questo contesto continueremo a muoverci, con estrema determinazione. La nostra missione è rivoluzionare la Regione Campania. E' questo che la gente ci chiede, non certo gestire l'ordinaria amministrazione. Si tratta di un lavoro immane, ma noi siamo determinati».

Quanto allo stato dei rapporti con i vertici dem il Presidente della Giunta regionale ha dichiarato seccamente: «Mi occupo di cose artigianali, leggi e sanità. Quelle importanti le lascio a chi si occupa del Pd», aggiungendo inoltre di non aver «più tempo da perdere» in riferimento alle presumibili comunicazioni riguardanti l’inchiesta che lo ha recentemente coinvolto.

«No comment. Ho delegato il collega Marciano ai rapporti con il Comune di Napoli». Questa la serrata risposta a coloro che chiedevano un commento alle esternazioni di De Magistris in merito all’approvazione della legge sull’acqua. Dichiarazioni che non sembrano lasciare spazio a dubbi sulla tensione che animerebbe i rapporti tra Palazzo Santa Lucia e Palazzo San Giacomo, ma che di fatto vengono mitigate dal successivo incontro tenutosi alle 13 tra il governatore e il primo cittadino napoletano per discutere della questione Bagnoli e di altri argomenti inseriti in agenda. Un giallo quello sulla possibile nomina di Antonio Marciano alimentato dallo stesso consigliere regionale, che nega di aver ricevuto un'investitura in tal senso da parte di De Luca: «Non ho avuto alcun incarico, penso che il presidente abbia risposto così per dire che dell’eventuale conflitto con De Magistris non se ne occupa - ha dichiarato Marciano - L’importante era chiarire il merito della legge sull’acqua e credo che De Luca abbia fugato i dubbi di chi si è mostrato preoccupato. Non si può annunciare ricorso senza conoscere bene la norma». Sulla polemica attorno alla legge illustrata a Palazzo Santa Lucia si sofferma invece il vice-presidente, con delega all'Ambiente, Fulvio Bonavitacola. «L'articolo 1 della nuova legge recita che la Regione riconosce che l'acqua è un bene collettivo di origine naturale - ha esordito Bonavitacola - E' una sciocchezza dire che questa legge privatizza l'acqua. Dal 97' ad oggi in Campania c'è stata una vera e propria giungla idrica. Serviva una legislazione chiara. Noi abbiamo attribuito le competenze ai comuni, decentrando a loro i poteri. I comuni daranno vita ai consigli di distretto, che avranno potere decisionale. L'ente idrico campano sarà espressione dei comuni. Non sarà un ente idrico regionale, qualcuno ha male interpretato la cosa». © Riproduzione riservata