Mercoledi 13 dicembre 2017 06:17

Morto Marco Pannella, addio al leader radicale: fu anche consigliere comunale a Napoli




ROMA - Si è spento oggi, vinto da due tumori, Marco Pannella. Lo storico leader del Partito Radicale, da sempre fautore delle riforme legate ai diritti civili, è morto all'età di 86 anni.  Negli ultimi giorni le sue funzioni vitali erano peggiorate. L'annuncio della sua morte è stato dato in diretta da Radio Radicale che sempre ieri aveva dato notizia del ricovero. L'ESPERIENZA A NAPOLI - Durante la sua lunghissima carriera politica, iniziata a metà degli anni cinquanta, Marco Pannella è stato anche consigliere comunale a Napoli. Fu eletto nel 1983, unico seggio del Partito Radicale alla Sala dei Baroni. Erano gli anni del post-Terremoto e delle guerre di camorra tra i cutoliani e la Nuova famiglia. La sua esperienza durò fino al 5 ottobre 1985, quando si dimise  per «mancanza di informazioni sui lavori del consiglio» e «una forma di linciaggio delle istituzioni anche da parte della magistratura con continui invii di comunicazioni giudiziarie che non arrivano mai al giudizio». LE POLEMICHE - Pannella, durante la sua esperienza napoletana, ebbe duri scontri con l'ex sindaco Maurizio Valenzi, accusandolo di aver scelto la localizzazione delle aree di ricostruzione all' interno della cinta urbana subendo il ricatto delle Br durante il periodo del sequestro del consigliere regionale Dc Ciro Cirillo, nel 1982. Inoltre, per Pannella, Valenzi concedette agli imprenditori ingiustificati anticipi sui lavori di costruzione del post terremoto. Le sue accuse gli valsero una querela. Il leader radicale polemizzò anche sugli assetti proprietari del quotidiano 'Il Mattino' dell'epoca, tanto da portare la discussione fino in consiglio comunale. LA CADUTA DI LEZZI - Nel maggio del 1987, annunciò di volersi candidare a sindaco di Napoli. Già all'epoca, in anticipo di 30 anni, aveva in mente il concetto di città metropolitana. La sua idea, infatti, era di formare un governo straordinario di unità istituzionale formato da tutte le forze politiche che avesse imposto democraticamente al Parlamento la costituzione dell'area metropolitana della grande Napoli, che comprendesse 96 comuni, e l' elezione del suo governo e del sindaco con il metodo uninominale diretto. In realtà, la candidatura non avvenne mai. Pannella fu rieletto in consiglio nel 1987, sostenendo la giunta del Pentapartito, guidata da Pietro Lezzi. Fu determinante alla successiva caduta dell'amministrazione, fuoriuscendo dalla maggioranza e determinando le dimissioni di Lezzi e il successivo rimpasto il 9 agosto del 1988. In realtà, Pannella aveva già abbandonato la Sala dei Baroni nell'aprile di quell'anno, concludendo la sua esperienza napoletana durata cinque anni. © Riproduzione riservata