Mercoledi 22 novembre 2017 00:04

Ballottaggio a Napoli, il “Controllo popolare” fa infuriare Brunetti: «Voto militarizzato»




NAPOLI - Polemiche e tensioni a Napoli durante il ballottaggio per la presenza all'esterno dei seggi degli esponenti di alcuni centri sociali cittadini. I giovani, che indossano una maglietta recante la scritta 'Controllo popolare', stazionano fin dalle prime ore della mattinata dall'esterno delle sedi elettoriali. L'iniziativa, secondo quanto apparso sulle pagine facebook di riferimento del movimento, è volta a garantire la regolarità del voto e la denuncia di eventuali brogli. Ma c'è chi la pensa diversamente, come il portavoce di Gianni Lettieri, Tiberio Brunetti, che ha parlato in conferenza stampa poche ore fa. "AGGRESSIONI VERBALE E FISICHE" - «Doveva essere una festa della democrazia. Il presidente Lettieri stamattina ha fatto una corsa, come fa sempre quando può, poi è andato a votare con la figlia. Durante un giro a Pianura, all'uscita da un bar, è stato avvicinato e aggredito verbalmente da queste persone con addosso la maglietta militare con la scritta 'Controllo popolare'», ha detto Brunetti che ha poi aggiunto «ci hanno segnalato che, sempre ad opera di questi personaggi si sono verificati altri episodi di violenza anche fisica si sono registrati davanti ad altri seggi di Pianura. Era una cosa prevedibile poiché è da settimane che dalle pagine facebook di questi centri sociali antagonisti che sono fiancheggiatori di diretta promanazione di de Magistris c'è una chiamata alle armi per militarizzare questo voto». LA VERSIONE DELL'EX OPG - La risposta dei componenti del centro sociale 'Ex Opg - Je so' pazzo' è arrivata tramite facebook. «Circa un'ora fa - si legge nel post - si è presentato Lettieri insieme al consigliere comunale di destra Marco Nonno fuori al seggio di Pianura, dove Nonno già si era reso protagonista di intimidazioni in mattinata. Sottolineiamo che Lettieri, in quanto candidato, non può stazionare fuori al seggio! Invece è arrivato, si è avvicinato ai ragazzi del "controllo popolare" che portavano le magliette "antimafia sociale" e gli ha intimato di toglierle. Poi, visto che le magliette restavano, non essendo un simbolo politico, ha iniziato una sceneggiata, cercando di provocare i ragazzi». © Riproduzione riservata