Domenica 24 settembre 2017 23:02

Celebrazioni per la Festa di San Gennaro, De Magistris: «Napoli è una città italiana ed europea. Basta discriminazioni»




NAPOLI - Mattinata di giubilo al Duomo di Napoli, quella che ha visto tantissimi cittadini presenti per ammirare il miracolo dello scioglimento del sangue di San Gennaro. Fra questi non poteva mancare il primo cittadino, Luigi De Magistris, raggiunto dai giornalisti a margine della cerimonia, dopo l'omelia del cardinale Crescenzio Sepe. Napoli, ha detto De Magistris, è «espressione di quelle forze diverse che si sono messe insieme per il riscatto della città, nell'attesa che anche qualcun altro si accorga che la nostra città non venga vista da lontano e non debba più subire discriminazioni, perché fa parte dell'Italia e dell'Europa». Ma non è tutto, infatti il sindaco avverte: «Se continuerà la distrazione, noi andremo avanti per la nostra strada, ma ciò è ingiusto, soprattutto nel giorno di San Gennaro che guarda la giustizia sociale. È un messaggio forte che faccio a nome di tutti napoletani». Poi, riferendosi alle parole pronunciate poco prima dal cardinale, ha sottolineato che Napoli non è solo una città di criminalità e malaffare, ma «è fatta anche di persone, non solo oneste, ma che hanno cominciato a impegnarsi per la città. Non è più la speranza, ma è la concretezza di un rinnovamento.». Un rinnovamento che ha portato Napoli a essere nuovamente una delle mete turistiche più ambite in Italia «Noi non stiamo con il cappello in mano - ha tenuto a ricordare il sindaco - e se siamo la città con il più alto flusso turistico e culturale d'Italia è perché i napoletani ci hanno creduto». Un traguardo, secondo Luigi De Magistris, che si è potuto raggiungere solo grazie a un forte «senso civico», davanti al quale non ci si può che auspicare la scomparsa di quella «Italia delle discriminazioni», che tanto ha da dire, ma poco vuol fare. A tal proposito il sindaco ha voluto concludere lanciando un messaggio fra le righe ai piani alti: «Se parliamo di lavoro e criminalità non posso non rivolgere un pensiero anche a chi finora ha fatto solo retorica sulla nostra città e mai nulla di concreto cioè a chi ha responsabilità statuali, nazionali. Sono loro che devono accorgersi che Napoli sta cambiando».