Sabato 24 febbraio 2018 18:59

Caso Bindi, De Luca fa dietrofront: «Mie parole inaccettabili»
Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, si è scusato per le frasi irriguardose rivolte nei confronti di Rosy Bindi.

19 novembre 2016



«Credo di aver chiarito la mia posizione mezz'ora dopo, esprimendo il mio rispetto per l'On. Bindi. E tuttavia, qui e lì, c'è chi continua l'opera di strumentalizzazione. È del tutto evidente che le mie parole, presentate così come sono state presentate, erano obiettivamente inaccettabili e obbligavano a chiedere scusa. Cosa che ho fatto e che faccio. Ho chiarito il contesto, credo di non avere più nulla da aggiungere». Con questo post apparso su facebook il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, si è scusato per le frasi rivolte nei confronti di Rosy Bindi a margine di un'intervista rilasciata a Matrix.

«Da ucciderla»

«Infame, da ucciderla». Così De Luca ha definito la Bindi per la decisione della presidente della Commissione parlamentare antimafia di inserirlo, l'anno scorso, nella lista degli impresentabili alla vigilia delle elezioni amministrative poi vinte dall'attuale governatore della Campania. De Luca, all'epoca, era  imputato nel processo legato alla vicenda Sea Park. Un processo da cui è stato assolto. La decisione della Bindi, a quanto pare, non è stata dimenticata dal presidente della Giunta regionale campana, nonostante la vittoria alle urne.

«Atto di delinquenza giornalistica»

Prima di scusarsi con la Bindi, De Luca si è scagliato contro Matrix, la trasmissione di Canale 5 dove sono andati in onda i suoi strali. «Ci ritroviamo - scrive De Luca in un altro post su facebook - di fronte all'ennesimo atto di delinquenza giornalistica. Chiarisco che nell’intervista che ieri ho rilasciato a Matrix nessuna domanda, e tantomeno alcuna risposta, ha riguardato l’onorevole Bindi. Al termine della stessa intervista, il giornalista ha tirato fuori il suo tablet chiedendomi, mentre gli operatori smontavano i cavalletti delle telecamere, se poteva mostrarmi quanto aveva affermato in una precedente trasmissione l'ospite Vittorio Sgarbi sull’onorevole Bindi». «Abbiamo parlato di Sgarbi, e commentato insieme, sorridendo e facendo battute, quel video che non conoscevo.Verificheremo con l'ufficio legale gli estremi della querela a fronte di una evidente violazione della privacy e violenza privata esercitata. Un ennesimo episodio di scorrettezza professionale e di inciviltà», conclude.

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