Martedi 17 ottobre 2017 07:52

Listopoli a Napoli, il compagno della Valente nega ogni addebito

21 febbraio 2017



NAPOLI - E' durato circa cinque ore l'interrogatorio, davanti al pm Stefania Buda, di Gennaro Mola, esponente del Pd e compagno dell'ex candidata a sindaco di Napoli, la parlamentare Valeria Valente.

Mola è indagato per violazione della legge elettorale nell'ambito dell'inchiesta sulle candidature all'insaputa dei diretti interessati relative alle scorse elezioni comunali.

Assistito dagli avvocati Bruno von Arx e Manlio Pennino, l'esponente politico ha respinto gli addebiti. In particolare, ha negato quanto sostenuto dal consigliere comunale Salvatore Madonna asserendo di non essere stato lui a consegnargli gli elenchi con i nominativi di persone che erano all'oscuro del loro inserimento nella lista civica "Napoli Vale". Ha sostenuto, invece, che può essersi trattato di un errore materiale, ed ha sottolineato che non avrebbe avuto alcun interesse a candidare persone a loro insaputa dal momnto che avrebbe potuto rappresentare un danno a livello politico determinando le dimissioni della Valente nell'eventualità che fosse stata eletta.

«Ho cercato di dimostrare la mia totale estraneità a queste falsificazioni tutte da dimostrare». Ha così risposto Mola ad alcune domande dei giornalisti al termine dell'interrogatorio. «Ho cercato di spiegare che non c'è nessun collegamento tra contributi e finanziamenti vari e le liste così come ho potuto dimostrare che il nostro interesse era perfettamente contrario perché noi avevamo interesse a mettere in lista gente che portava voti e ci siamo trovati purtroppo dei candidati che hanno portato zero voti. Non c'era nessun interesse da parte della Valente né del centrosinistra né della lista singola - ha ribadito concludendo - a fare operazioni di questo genere».

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