Mercoledi 23 agosto 2017 23:20

Appalti truccati a Ischia, indagine sui tesseramenti gonfiati Pdl

22 gennaio 2016



NAPOLI – Dopo la bufera politico-giudiziaria che ha condotto alle dimissioni del sindaco pentastellato di Quarto, Rosa Capuozzo, un altro partito è alle prese, in questi giorni, con grattacapi giudiziari. Proseguono, infatti, le indagini condotte dalla Procura di Napoli sul congresso provinciale di Forza Italia del 2012 alla Mostra d’Oltremare dove, secondo gli inquirenti, furono portate oltre 3000 tessere fasulle, frutto di una presunta compravendita condotta all’esterno di una sala bingo di Ischia, per un esborso pari a circa 30mila euro.

La vicenda delle tessere fittizie è venuta alla luce nell'ambito di una più vasta inchiesta condotta dal pool mani pulite guidato dal procuratore aggiunto Alfonso D’Avino e dai pm Graziella Arlomede e Maria Sepe su presunti appalti truccati in materia di raccolta di rifiuti a Forio, Lacco Ameno e a Monte di Procida, nella convinzione degli inquirenti che due ditte, la Ego eco e la Cite, potessero contare sull’appoggio dei parlamentari forzisti Domenico De Siano e Luigi Cesaro. L'indagine coinvolge diversi personaggi, molti dei quali dipendenti comunali, elemento questo che potrebbe condurre allo scioglimento delle amministrazioni locali implicate qualora dovesse essere confermata l’ipotesi accusatoria formulata dagli inquirenti.

Un intero capitolo dell’inchiesta è incentrato sulla figura di Giulia Di Matteo, segretario comunale a Monte di Procida e a Lacco Ameno, «asservita» secondo l'accusa agli interessi del gruppo di potere del funzionario comunale Oscar Rumolo, braccio destro di De Siano, e dell’ex presidente della Provincia Luigi Cesaro. Tra le intercettazioni condotte dalla Mobile vi sarebbe in particolare una telefonata nella quale il segretario comunale viene spinta da Oscar Rumolo a disertare una riunione in Comune, manovra che avrebbe messo in seria difficoltà l’ex sindaco di Lacco Ameno, Restituta Irace, figura scomoda nel piano riconducibile al gruppo politico De Siano-Cesaro finito nel mirino dei pm. La defezione della segretaria insospettì a suo tempo il sindaco che, indignata, contattò lo stesso Rumolo dichiarandogli apertamente di ritenerlo responsabile dell’assenza del segretario generale in una seduta cruciale per l’amministrazione comunale, quando il gruppo riconducibile a De Siano puntava ad ottenere il pieno controllo della giunta comunale. «L'asservimento della donna all'organizzazione – si legge nel dossier della magistratura - trovava un ulteriore riscontro tra il 5 e il 6 febbraio del 2012, quando veniva invitata a recarsi dal presidente Cesaro per partecipare a un incontro di vertice con altri esponenti del gruppo». Il caso è destinato a nuovi approfondimenti: la magistratura tenterà nei prossimi giorni di acquisire documenti presso la sede del partito oltre che negli uffici dei Comuni coinvolti nell'inchiesta principale sugli appalti sospetti.

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