Giovedi 17 agosto 2017 11:53

Elezioni comunali a Napoli, l’avanza di Bassolino non piace al Pd. E’ caccia ad un nome unitario




NAPOLI - Antonio Bassolino, già sindaco di Napoli dal 1993 al 2000 e poi presidente della Regione Campania, è tornato in campo, e anche in maniere autonoma, non essendo stato spinto da nessuno all'interno del Pd, per le primarie del centrosinistra in vista delle elezioni comunali. Con un semplice «Mi candido», ha annunciato su facebook la sua intenzione a correre nuovamente per la poltrona di Palazzo San Giacomo, ma la sua ipotesi a ritornare sindaco di Napoli non è ben vista in primis dalla Segreteria nazionale del Pd. Lo si apprende da fonti del Nazareno, sede nazionale dei democrat, che sottolineano che non è dunque Bassolino il nome che il Partito democratico ha deciso di mettere in campo per la conquista di Palazzo San Giacomo. Insomma, è gelo sul nome dell’ex primo cittadino. Ma il dilemma è che la persona valida a contrastare l'avanzata dell'ex sindaco ancora non è stata individuata. A fare pressione sul Pd sulla ricerca del giusto nome è anche il fatto che Bassolino, a quanto dicono dal suo entourage, farà da subito una campagna elettorale non pensando alle primarie, ma da candidato sindaco. Il suo obiettivo è dialogare con tutta la città, con gli indecisi e i delusi di ogni schieramento, uscendo dalla logica delle correnti di partito, aggregando il mondo delle associazioni, delle professioni, della società civile intorno a proposte concrete. Nel post programmatico di ieri non si parla di primarie, né del Pd o di coalizioni «Napoli prima di tutto, di ogni interesse particolare. La crisi della città è molto grave. Una crisi politica e civile, oltre che economica e sociale. Politica e civile deve dunque essere la risposta chiamando a raccolta le forze migliori e valorizzando le energie giovani. Unire Napoli contro le troppe divisioni è la strada maestra per il futuro». Insomma, i contrasti con la dirigenza locale del Pd e l'eventuale gelo dal Nazareno non costituirebbero un problema per Bassolino, abituato a guardare oltre il proprio partito. Intanto c'è movimento tra le file del Pd. Si deve trovare un candidato forte e unitario che non lasci spazio a Bassolino che, correndo da solo, rischia di far perdere il centrosinistra. Tra i suoi competitor ci potrebbero essere in pole il deputato Gennaro Migliore, ma anche il renzianissimo Francesco Nicodemo. O ancora il consigliere regionale Gianluca Daniele o il deputato Leonardo Impegno. Anche se in campo resta l’opzione Umberto Ranieri. Ricerca non semplice, dunque, tenendo conto delle divisioni tra le varie anime del partito e del fatto che a lungo si era già discusso, inutilmente, per trovare un "Maradona" che permettesse di mettere tutti d'accordo evitando le primarie. L'identikit, ora, dovrebbe essere quello di un nome nuovo, competente, che dia garanzie di solidità politica e amministrativa. Un nome che, come chiariva ieri il parlamentare e componente della segreteria regionale Leonardo Impegno, possa far scegliere i cittadini «tra chi rappresenta, purtroppo, ancora oggi gli errori del passato e chi deve costruire una valida, unitaria e vincente alternativa per il futuro della città». Tanti i nomi, poche le certezze. La confusione è ancora tanta anche perchè la strada è ancora lunga. Le primarie, si, sono annunciata per il 7 febbraio, ma la data può slittare così come accaduto per le passate elezioni regionali. Le elezioni vere e proprie si terranno a giugno e giugno è ancora lontano. Tuttavia il tempo se da un lato giocherà anche a favore dall'altro può anche logorare. © Riproduzione riservata