Domenica 19 novembre 2017 13:20

Legge Severino, De Magistris: «Partita aperta, che non finisce dal punto di vista giudiziario»

23 marzo 2015



NAPOLI - È una partita ancora aperta quella sulla legge Severino. Ne è convinto il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, intervenuto sulla questione dopo l'accoglimento da parte della Procura generale della Cassazione del ricorso proposto dall’avvocato Gianluigi Pellegrino per il Movimento Difesa del Cittadino, secondo cui è il giudice ordinario e non il Tar ad avere giurisdizione sulla sospensione degli amministratori locali prevista dalla legge in conseguenza di sentenze definitive di condanna per delitti non colposi.

«È una storia lunga, che dal punto di vista giudiziario non finisce - ha dichiarato il primo cittadino - Sono certo che per quanto riguarda la mia storia, diversa da quella di De Luca e Berlusconi, la vicenda si definirà con una riforma nel processo d'appello. È lì che si gioca, per quanto mi riguarda, la partita definitiva». La norma, secondo l'ex pm, «va rivista sul piano costituzionale, va modificata», sebbene a suo avviso la vicenda giudiziaria che lo ha riguardato non subirebbe in ogni caso radicali modifiche.

«Questo é un Paese che va alla rovescia - incalza il sindaco - Io vengo processato per aver fatto inchieste sulla corruzione, sul malaffare e sulla 'ndrangheta, addirittura condannato in primo grado perché ho osato cercare di capire quanto marcio ci fosse nelle istituzioni e nel Parlamento del nostro Paese. Un Paese dove legalità e giustizia non coincidono più, ma è la storia, dalla più grande a quelle più piccole di oggi che è intrisa di vicende veramente vergognose». Nelle parole di De Magistris c'è spazio anche per una riflessione personale: «Vado fiero per non aver mai perso la serenità, la strada della giustizia, della battaglia quotidiana, dello stare dalla parte dei più deboli e sapendo che ti fanno cadere ogni tanto. Il problema non è cadere, ma rialzarsi e io mi sono sempre rialzato e come me quelli che hanno ideali forti si alzano sempre. Una persona forte non è quella che vince, ma quella che si rialza sempre e da questo punto di vista io non mollerò mai».

In chiusura il primo cittadino si è soffermato sulla tormentata vicenda della nomina del nuovo sovrintendente del teatro San Carlo, il cui nome dovrebbe essere indicato questo pomeriggio dal Consiglio di indirizzo del Massimo napoletano. «C'è un brutto clima al San Carlo e bisogna fare in modo che cambi, perché altrimenti c'è da fare una riflessione profonda. Vedere queste beghe di potere e di palazzo è qualcosa di profondamente squallido», conclude, facendo implicito riferimento alla frattura consumatasi in seno al Consiglio di indirizzo con i componenti del collegio favorevoli alla riconferma del sovrintendente uscente, Rosanna Purchia, con la quale i rapporti sono sempre stati particolarmente tesi. «Questa è una città ricca di umanità e contraddizioni dove la cultura deve rappresentare il bello e l'armonia - chiosa l'ex pm - e deve esserci meritocrazia nella scelta di persone che siano qualitativamente le migliori per rappresentare uno dei teatri più belli e più antico del mondo».

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