Giovedi 23 novembre 2017 06:10

Fondi Ue, Caldoro: «Campania prima nella certificazione della spesa»

23 aprile 2015



NAPOLI - Il governatore uscente, Stefano Caldoro, ha preso parte questa mattina all'incontro tenutosi a Reggio Calabria con la commissaria Ue, Corina Cretu, al quale hanno preso parte anche i presidenti di Calabria e Sicilia, Oliverio e Crocetta, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, e il ministro per le Infrastrutture, Graziano Delrio. Caldoro ha espresso grande soddisfazione al termine del vertice, durante il quale la responsabile per la Politica Regionale ha riconosciuto gli sforzi compiuti dalle Regioni del Sud in tema di fondi europei.

«In Campania, in sintonia con il Governo, abbiamo messo in campo strumenti innovativi, potenziato la governance e intensificato i sistemi di controllo - ha dichiarato Caldoro - Abbiamo le migliori performance e siamo riusciti a raggiungere gli obiettivi fissati per il 2014. Dobbiamo lavorare ancora molto, ma c’è da aggiungere che la certificazione era al 3,6% nel 2010 mentre oggi siamo primi». Progressi riconosciuti dallo stesso membro della Commissione Juncker: «Dal 2012 Campania e Sicilia hanno quadruplicato la spesa dei fondi europei, mentre la Calabria l’ha triplicata soprattutto con la strategia dei grandi progetti e dei nuovi programmi - ha sottolineato la commissaria - Ci sono pratiche efficienti che vanno esportate. Ed in questo senso penso al fondo Jeremie, in Campania».

«La mia prima visita in Italia è stata nel Sud perché è l’area più disagiata, molto è stato fatto per recuperare gli errori del passato, ma molto si deve ancora fare», conclude Cretu, che avverte: «Non sarà possibile concedere una deroga per permettere alle regioni di spendere quanto non è stato speso. In consiglio non c’è stato voto unanime sul punto, dunque per quanto si possa assicurare flessibilità, bisognerà consegnare tutto entro il 31 dicembre». Un'ipotesi che il ministro Delrio non considera nemmeno. «L’Italia non ha chiesto proroghe, l’Italia non e’ il paese delle proroghe - ha precisato il responsabile del dicastero - Nonostante l’impresa sia molto ardua, mettiamoci al lavoro. Se tutti i fondi europei dovessero essere spesi ci sarebbe un aumento del 2% del Pil». I programmi previsti nel piano di coesione dovranno servire a migliorare la linea infrastrutturale.  «Sono già previsti interventi sulla linea siciliana, su quella adriatica e su quella tirrenica, come un programma di interscambio del terminal di Gioia Tauro con il porto di Taranto - conclude Delrio -  Per quanto riguarda la rete viaria sono previsti 2 miliardi di euro per il sud, che è il doppio di quello che si prevede per il nord. I fondi europei insieme ai fondi strutturali che il governo mette a disposizione, sono destinati ad aprire cantieri e non a produrre burocrazia. Dobbiamo cogliere quest’occasione perché non ci sarà un altro settennato così ricco».

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