Venerdi 24 novembre 2017 12:28

Comunali 2016 a Napoli, Guerini e Serracchiani frenano Bassolino «Chi è già stato sindaco non può candidarsi». E l’ex sindaco rilancia «Vado avanti»




NAPOLI - «Leggo che si potrebbero fare delle nuove e singolari regole per vietare di candidarsi a chi è già stato sindaco. Francamente vedremo, sono voci. A me sembrerebbe sbagliato». Così Antonio Bassolino,in corsa per le primarie del centrosinistra, ha commentato in riferimento alle dichiarazioni del vicesegretario del Pd, Debora Serracchiani «chi è già stato sindaco non potrà candidarsi alle primarie» e di Lorenzo Guerini «chi ha già fatto il sindaco per due mandati, anche in tempi lontani, è bene lasci il testimone ad altri. Quando un’esperienza è chiusa è chiusa. Varrebbe per Delrio a Reggio Emilia, per Renzi a Firenze o per me stesso se pensassi di ricandidarmi a Lodi». Dichiarazioni che testimoniano il clima all'interno del Partito democratico circa la candidatura di Bassolino e per la quale lo stesso ex sindaco di Napoli senza battere ciglio fa ugualmente sentire la propria voce così come nel corso de "La Telefonata di Belpietro" su Canale 5 «Ho letto la Serracchiani, ho letto che non sono in cima ai suoi pensieri, va bene, nelle settimane prossime vedremo anche quello che pensa Renzi, lui con il suo nome e cognome. Io leggo rispettosamente la parole della Serracchiani - dice - mi auguro che non si vada avanti sulla strada di regole sbagliate e penso che bisogna essere molto attenti a non muoversi in modo irrispettoso verso la città, perché Napoli viene prima di tutto, e verso il Pd locale». Poi in merito al comunicato democrat che poneva i primi paletti alla sua candidatura ha replicato «Era un comunicato anonimo, e già questo è singolare. Io mi sono mosso in modo più trasparente: ho chiesto le primarie, per la città prima ancora che per il Pd. I napoletani devono scegliere il sindaco, e prima ancora devono scegliere il candidato. Se nei mesi scorsi - continua - avessi visto venire avanti una candidatura con la forza che poteva competere e vincere contro De Magistris il problema non si sarebbe neppure posto. Ma sono passati mesi e mesi e ho fatto una cosa renziana, ho detto "eccomi"». «Le primarie - ha aggiunto - sono una carta d’identità del Pd, e anche Matteo Renzi è figlio delle primarie. Io mi candido, mi auguro ci siano altri a candidarsi, chi vince dovrà avere il sostegno leale del partito».