Mercoledi 20 settembre 2017 20:11

Riordino funzioni, domani l’incontro tra Regione e sindacati




Proteste Cisl ProvinciaNAPOLI - Sembra avviarsi verso una soluzione la questione del riordino delle funzioni tra Regione, Città metropolitana di Napoli e province. L'assessore agli Enti Locali, Pasquale Sommese, riceverà domattina i rappresentanti sindacali per discutere della riorganizzazione delle funzioni trasferite dalle province alle regioni dalla legge Delrio. L'apertura è arrivata ieri sera, dopo che le organizzazioni avevano deciso di indire per oggi un sit in di protesta all'esterno di Palazzo Santa Lucia. Il presidio c'è stato comunque per evidenziare come la questione sia di primaria importanza per i lavoratori, preoccupati dalla mancata assunzione di responsabilità della Regione. «Domani al tavolo vogliamo risposte concrete» ha dichiarato Antonio Matarese della Cisl Fp, aggiungendo «non c’è più tempo da perdere e non accettiamo scuse. come ad esempio le elezioni a breve. Proseguiremo nella protesta se la Regione continuerà a tergiversare. Il tempo stringe, entro il 31 marzo Province e Città Metropolitane dovranno compilare l’elenco delle eccedenze secondo la circolare Madia. Tutto ciò si può evitare se la Regione coglie lo spirito della riforma e svolge la propria parte garantendo servizi e livelli occupazionali». Tenendo conto del taglio da un miliardo di euro imposto nella legge di stabilità, che prevede anche una sforbiciata del trenta percento del personale delle città metropolitane (cinquanta percento per le province), appare non più procrastinabile l'assunzione, da parte dell'ente di Palazzo Santa Lucia, di alcune funzioni come le agenzie per il lavoro - la cui gestione dovrebbe passare in un secondo momento all'agenzia nazionale per l'occupazione prevista dal decreto Poletti -, la polizia ambientale e quella amministrativa. Il problema, però, è che l'ente non sembra intenzionato ad assumersi tali responsabilità funzionali, nonostante l'accordo Stato-Regioni dello scorso 11 settembre. A differenza, ad esempio, di Toscana, Emilia Romagna e Lombardia, che si sono già conformate, la Campania non ha ancora legiferato sulla ripartizione delle funzioni. In realtà il disegno di legge regionale c'è, ed è contenuto nel delibera di Giunta n. 769 del 30 dicembre 2014. La delibera, però, non entra nello specifico di alcune funzioni, come ad esempio l'organizzazione delle agenzie per il lavoro, attenendosi ad una "generica" applicazione della legge Delrio. Mancando precisi programmi per ciò che concerne i servizi per l'impiego a livello regionale, diventa impossibile accedere al fondo da 60 milioni di euro costituito dal Ministero del Lavoro. Senza quei soldi, si rischia la chiusura dei centri dell'impiego con ovvi effetti sui livelli occupazionali. Si tratterebbe di un paradossale contrappasso in cui chi dovrebbe aiutare i cittadini a trovare lavoro, finirebbe col rischiare il proprio. © Riproduzione riservata