Sabato 18 novembre 2017 22:10

Monte di Pietà, de Magistris scrive a Franceschini: «Sia bene comune»
Il sindaco di Napoli de Magistris ha inviato una lettera al ministro della Cultura Franceschini per chiedere l'acquisizione del Monte di Pietà al patrimonio comune

24 maggio 2017



Continua la battaglia del sindaco di Napoli Luigi de Magistris per salvare la destinazione del Monte di Pietà. Lo storico complesso di via San Biagio dei Librai, di proprietà di Intesa San Paolo, potrebbe diventare a breve una struttura ricettiva. L'istituto bancario, infatti, è intenzionato a cederne la titolarità. Il Comune di Napoli auspica l'acquisizione del bene al patrimonio comune in modo da preservarne la fruizione pubblica. In tal senso si incardina la lettera inviata da de Magistris al ministro della Cultura Franceschini.

«La Città di Napoli - così si apre la lettera del primo cittadino - possiede una vasta ricchezza culturale, ambientale, artistica e storica, apprezzata ed ammirata in tutto il Mondo, riconosciuta dall'Unesco, Patrimonio dell'Umanità. L'elemento caratterizzante di tale prestigioso riconoscimento - che concerne il suo centro storico - è stato il suo capitale umano. Esso, straordinariamente unico, agisce fortemente con le chiese, i monumenti, i palazzi, tanto da generare linguaggi, narrazioni, leggende che si tramandano fin dall'antichità».

«Un esempio concreto – prosegue de Magistris - è costituito dal “Monte di Pietà”, sito in Via S. Biagio dei Librai, che connota ed identifica il luogo dove sorge: Spaccanapoli, cuore pulsante della Città. Il “Monte” - costruito nel 1539, dal Vicereame spagnolo con scopi di contrasto all'usura – è, da sempre, considerato e percepito come un bene comune, a fruizione pubblica. Passato nella proprietà del Banco di Napoli, attualmente è nella disponibilità della Società partecipata di Intesa San Paolo, Group Services. Secondo notizie di stampa, il “Monte”, purtroppo, sarebbe stato messo in vendita prevedendone una destinazione di struttura ricettiva».

Nella nota inviata al ministro, il sindaco specifica che «la scorsa settimana, ho scritto una ai vertici di Intesa San Paolo esprimendo il mio forte rammarico e chiedendo l'istituzione di un “tavolo”, nel quale poter manifestare le considerazioni e le richieste avanzate a nome della Città di Napoli». La nota si chiude con la richiesta «affinché si possa impedire che la scelta operata dai vertici di Intesa San Paolo possa determinare la sottrazione alla Città del “Monte di Pietà”, che la nostra comunità considera, da sempre, prezioso e significativo bene comune».

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