Mercoledi 16 agosto 2017 15:22

Speranza: «Il voto del 4 non è un voto sul governo, è un voto sulla costituzione»
Oggi si è svolta una conferenza all'hotel Mediterraneo dal punto di vista del No al referendum, tenuta dal coordinatore della Sinistra riformista Speranza e il consigliere regionale Daniele.

24 novembre 2016



NAPOLI - Oggi il coordinatore nazionale della Sinistra riformista Roberto Speranza si è espresso riguardo il referendum del 4 dicembre presso il Renaissance Naples Hotel Mediterraneo, dove si è svolta stamattina una conferenza in sua presenza e del consigliere regionale Gianluca Daniele. Speranza, dopo aver nominato quest'ultimo come colui che nei prossimi mesi svolgerà la funzione di coordinatore di Sinistra riformista, ha esposto i motivi relativi al suo voto per il No al referendum.

«Non è un No contro Renzi»

«La ragione di fondo del mio No è una ragione profondamente democratica ed è la seguente: ritengo che la somma degli effetti di questa riforma costituzionale con la legge elettorale porti sostanzialmente a un cambio della forma di governo nel nostro paese - spiega il coordinatore di Sinistra riformista - Non c’entra nulla il dibattito interno al Pd né il dibattito politico che riguarda il governo. Lasciatemelo dire con assoluta chiarezza, il voto del 4 non è un voto sul governo, è un voto sulla costituzione. Credo che sovraccaricare questo passaggio di una valenza impropria come quella legata alla vita del governo, sia una sgrammaticatura irricevibile sul piano istituzionale, ma sia anche sbagliato sul piano della responsabilità politica, perché non possiamo permetterci di commettere un errore come quello di far coincidere una vicenda che riguarda il referendum con questioni di altra natura, che riguardano la vita del governo». Infatti Speranza ritiene che, trattandosi di un referendum costituzionale, all'interno dello stesso partito possano coesistere visioni di natura opposta: «Credo che questo sia il partito del futuro e mi spenderò insieme a tanti altri perché dentro questo partito possa vivere un punto di vista diverso da quello che oggi è predominante e che è rappresentato dal nostro segretario Matteo Renzi».

La situazione del Mezzogiorno

Un altro punto fondamentale tra i motivi della sua posizione sta nella situazione del Mezzogiorno. Per Speranza la modificazione dell'articolo 116 possa comportare svantaggi nei confronti del Sud e riferendosi alla "clausola della supremazia" per la quale, in alcune competenze di interesse nazionale, prevarranno le decisioni dello Stato su quelle delle regioni, ha sostenuto: «Con questa riforma moltissime competenze fondamentali che oggi sono concorrenti su cui la regione e i territori possono dir la loro, diventano competenze esclusive dello Stato. Io penso che questo sia un altro punto che conta e che pesa…e pesa ancora di più nel nostro Mezzogiorno. Perché, com’è noto, l’articolo 116, come modificato, mette in condizione le regioni più forti di poter avere maggiore sovranità.»

«La parola scissione non fa parte del nostro vocabolario»

Infine difronte alle provocazioni dei giornalisti, Roberto Speranza ha dichiarato di rimanere coerente, al di là dei risultati del referendum e ha concluso ricordando: «La parola scissione non fa parte del nostro vocabolario, io dal Pd non uscirò neanche con le cannonate. Ma dentro il Pd a testa alta e con convinzione esprimo le mie idee e il mio punto di vista».

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