Domenica 19 novembre 2017 20:34

Processo P3, Caldoro «Dossier contro di me? Il Pdl non c’entra»




ROMA - «Secondo me, questa vicenda non nasce all'interno del Popolo delle Libertà». Così ha detto l'ex presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, nel corso della sua testimonianza davanti ai giudici della IX sezione penale del tribunale di Roma, nell'ambito del processo contro la cosiddetta P3, organizzazione segreta che puntava ad influenzare organi dello Stato, in merito al falso dossier a suo carico pubblicato sul web nel febbraio del 2010, in cui si alludeva a sue frequentazioni con transessuali. L'ex governatore è stato oggi ascoltato come parte lesa. Per questo filone sono accusati di diffamazione l’ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino, all’epoca coordinatore campano del Pdl, l’ex assessore regionale Ernesto Sica, l’imprenditore Flavio Carboni, Arcangelo Martino, ex assessore comunale di Napoli e l’ex-giudice tributario Pasquale Lombardi. «Continuo a domandarmi quali siano stati i mandanti di quell'operazione - ha spiegato poi Caldoro fuori dall'aula - I rapporti tra me e Cosentino sono stati sempre molto difficili, ma solo dal punto di vista politico. Quando il caso esplose la sua candidatura alla Regione era già tramontata e io ero il candidato in pectore». L'ex governatore ha detto in aula di aver appreso dell'esistenza del falso dossier dal senatore Denis Verdini. «Ricordo - ha spiegato Caldoro - che Verdini aveva delle carte nel suo ufficio e mi parlò di uno scandalo di carattere sessuale simile a quello che aveva coinvolto Marrazzo. Gli dissi di stare tranquillo, che erano fesserie. Verdini mi rispose che mi credeva ma che doveva comunque informare il presidente Berlusconi. Non so come Verdini ebbe quelle carte ma io non persi la calma. Quando, circa un mese dopo da quell’incontro, un blog pubblicò le notizie presentai denuncia alle forze dell’ordine. La pubblicazione di una notizia del genere sulla stampa – ha poi concluso – avrebbe provocato certamente il ritiro della mia candidatura». © Riproduzione riservata