Domenica 20 agosto 2017 04:14

Bassolino, mal di pancia in casa Pd ma nessun veto sulle primarie

25 novembre 2015



NAPOLI – Continua a far discutere all’interno del Pd la candidatura di Antonio Bassolino alla carica di sindaco di Napoli. Dopo i no pronunciati a gran voce dai principali vertici del Nazareno sembra quasi certo ormai che la presunta norma anti-Bassolino non vedrà la luce, nonostante un diffuso malcontento. Il dietrofront sarebbe stato deciso a margine della riunione della direzione di lunedì scorso in cui i vertici del partito hanno rivolto un chiaro messaggio ai rappresentanti del Pd locale: «La rottamazione non si ferma. Anzi, deve estendersi con più decisione anche in periferia».

Questa in sostanza la linea ribadita dalla segreteria dem, che spinge per l’individuazione di un’alternativa convincente a Bassolino, compito non facile per il Pd napoletano, che deve fare i conti con antagonisti politici ben strutturati sul territorio, a partire dal sindaco uscente, Luigi De Magistris, ma anche i Cinque Stelle e Gianni Lettieri, candidato autonomo del centrodestra già in corsa alle comunali del 2011 contro l'ex pm. Al rinnovamento i dirigenti del Pd non sembrano proprio voler rinunciare, ma occorre evitare rotture traumatiche, il che significa affossare la candidatura di Bassolino con una valida e convincente proposta alternativa e non introducendo una norma regolamentare che impedisca all’ex governatore di partecipare alle primarie del centrosinistra. Ipotesi, questa, avvalorata anche dalle dichiarazioni rese dalla segreteria regionale, che sottolinea come il Pd non possa «fare norme ad personam o contro le persone, non è così che un partito si può liberare dei personaggi che non ritiene dentro lo schema renziano di rinnovamento».

L’alternativa che si sta facendo strada in queste ore è quella di Francesco Nicodemo, esperto di comunicazione impegnato a Palazzo Chigi ma molto presente sul territorio partenopeo. Una proposta generazionale che attirerebbe consensi tra i Giovani Turchi, pronti ad appoggiare Bassolino, ma soprattutto l’unica in grado di sfidare ad armi pari l’ex governatore sul terreno delle primarie. «Non mi candido», ha ripetuto negli ultimi giorni Nicodemo, ma non si esclude che a chiederglielo potrebbe essere lo stesso Matteo Renzi, pronto ad intervenire personalmente sulla vicenda evitando strappi eclatanti.

Prosegue, nel frattempo, la campagna elettorale dell’ex governatore, ospite ieri sera nella trasmissione “Di Martedì”. Lontano da ruoli politico-istituzionali negli ultimi cinque anni, Bassolino ha dichiarato che non avrebbe valutato un suo ritorno in politica se «la città non fosse in un momento delicato e se il Pd non fosse messo molto male, ai piedi di Pilato». Il giudizio sugli ultimi cinque anni del suo partito in città è lapidario: «Negli ultimi cinque anni non è stato né carne né pesce, né governo né opposizione e ora il Pd si deve rialzare in piedi per poi fare una scalata molto difficile. Ma per farlo servono primarie aperte a più cittadini e più candidati». Parole che avranno alimentato ulteriori mal di pancia in seno al partito, impantanato in una vicenda che rischia di decretare il sostanziale fallimento della rottamazione renziana.

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