Mercoledi 16 agosto 2017 23:52

Saviano sulla morte di Marotta: «Ora lo celebrano, ma lo hanno lasciato solo»

26 gennaio 2017



«Addio Gerardo Marotta. Addio Avvocato». Inizia così un lungo post su facebook di Roberto Saviano, dedicato alla scomparsa dell'intellettuale napoletano. «All'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici devo molto - scrive Saviano -,. Convegni e dibattiti che non avrei potuto ascoltare altrove li ritrovavo nel cuore di Napoli. Salire le meravigliose scalinate di Palazzo Serra di Cassano, significava entrare in uno spazio senza tempo, in grado di focalizzarsi su ciò che solo qualche metro più in là, fuori da quel luogo, era considerato inutile difficile lontano».

«L'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici è stato il cuore della cultura filosofica italiana. Ora tutti ricordano e compiangono - prosegue lo scrittore -, ma le vite sorelle dell'Istituto e dell'Avvocato sono state difficili. Mancavano sempre fondi e l'ultima beffa amara è il nomadismo dell'immensa e preziosissima biblioteca dell'Istituto che non ha ancora trovato collocazione. Lasciato solo Marotta a custodire, tra gli altri volumi, gli originali di Benedetto Croce e Giordano Bruno. Lasciata nei depositi la biblioteca, sfrattata dalle stanze simbolo della ricchezza e della libertà del pensiero napoletano».

Poi aggiunge: «Come sempre la cultura in Italia è celebrata post mortem, quando chi l'ha realmente sostenuta non ha più voce per poter dire: "Cosa avete fatto voi per lei?". Ora applausi ed encomi, in vita solitudine e indifferenza, al più qualche pacca sulla spalla.
"Fujtevenne", disse Edoardo, da Napoli, riferendosi a chi voleva tutelare il proprio talento.
Fujtevenne oggi dall'Italia se volete provare a vivere di cultura: qua non è aria!»

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