Martedi 24 ottobre 2017 04:24

Appalti senza gara: incontro Di Maio Colangelo




NAPOLI - È avvenuto oggi l'incontro fra Luigi di Maio, deputato pentastellato e vicepresidente della Camera, e il Procuratore di Napoli, Giovanni Colangelo. L'incontro è girato attorno alla questione dell'assegnazione diretta di appalti ad enti terzi e alla concessione di somme urgenze per le infrastrutture. In particolare, il fenomeno è stato riscontrato in un numero massiccio di casi nel Comune di Pomigliano, grazie ad un'analisi avviata dal Movimento. Proprio lì, in occasione dell'evento nominato "bancomat Pomigliano" tenutosi lo scorso 25 marzo, fu avviata questa indagine. Durante l'incontro furono messi in rilievo gli sprechi delle amministrazioni comunali che hanno gestito la città negli ultimi 25 anni, in particolare quelle delle amministrazioni di centro-sinistra in riferimento all'arco temporale che va dal 1995 al 2015.  In questi anni, sarebbero state effettuate da queste amministrazioni una serie di opere inutili e costose, oltre ad ingenti danni erariali. L'analisi riguardante gli appalti sulla quale si sono confrontati Di Maio e Colangelo in mattinata, è riferita agli ultimi cinque anni di amministrazione. Soprattutto, questi appalti, pare che siano stati affidati senza gara anche per opere 'secondarie', come piste di bocce e cucine da campo, e il totale delle spese ammonterebbe a 2,5 milioni di euro. Uscendo dal Palazzo di Giustizia, sede della Procura della Repubblica di Napoli, Luigi di Maio avrebbe dichiarato ai microfoni del Corriere del Mezzogiorno «L’M5S di Pomigliano ha calcolato che da una razionalizzazione delle procedure di gara, ovvero realizzando procedure aperte, piuttosto che le somme urgenze e gli affidamenti diretti, da un taglio ad alcune spese non prioritarie (Muro del parco pubblico, 110mila euro, campo di bocce, 210mila euro, pedonalizzazione di piazza Primavera, 217mila euro, luminarie natalizie, 238mila euro dal 2012 al 2014) e da una riduzione delle sovvenzioni a Enti e non, i cui benefici non sono stati percepiti dalla cittadinanza, potevano essere realizzati risparmi importanti per l’amministrazione valutabili intorno al 30% del totale delle procedure analizzate, ovvero per un totale di circa 800mila euro». ©Riproduzione riservata