Giovedi 21 settembre 2017 03:37

Depuratori acque reflue, ultimatum dell’Ue all’Italia. Tra le Regioni interessate anche la Campania

26 marzo 2015



ROMA - C'è anche la Campania tra le Regioni annoverate nel parere motivato con cui la Commissione europea intima all'Italia di dotarsi quanto prima di sistemi per un adeguato trattamento delle acque reflue in oltre 800 comuni. Secondo Bruxelles infatti città come Roma, Firenze, Napoli e Bari sono sprovviste di adeguati impianti di depurazione delle acque reflue e disattendono quindi l'obbligo comunitario di applicare un trattamento più rigoroso agli scarichi in aree sensibili.

La normativa Ue impone ai centri urbani di raccogliere e trattare le acque reflue, evitando rischi per la salute dell'uomo e la contaminazione del sottosuolo nonchè di laghi, fiumi e acque costiere. In particolare, nell'ambito della procedura d'infrazione avviata nei confronti dell'Italia, viene contestata la mancata eliminazione di fosforo e azoto dagli scarichi in ben 32 aree sensibili. «Gli scambi di informazioni con l’Italia - si legge nel parere inviato a Roma - hanno confermato l’esistenza di violazioni sistematiche degli obblighi Ue. La Commissione ha pertanto emesso un parere motivato e se non verranno adottate misure concrete per ovviare al piu’ presto a tali carenze, potrebbe adire la Corte di giustizia dell’Unione europea».

Le direttive comunitarie prevedevano l'introduzione, entro il 2005, di un trattamento ulteriore delle acque reflue provenienti da centri abitati con popolazione compresa tra 10000 e 15000 abitanti e per gli scarichi in aree sensibili. Un obbligo rimasto evidentemente inosservato fino ad oggi e che rischia di concludersi con l'intervento della Corte di Giustizia Ue qualora l'italia non si adeguasse alla normativa europea.

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