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Patto per Napoli, accordo tra de Magistris e sindacati in otto punti

27 gennaio 2017



NAPOLI - Incontro tra Luigi de Magistris e le Confederazioni Cgil, Cisl e Uil. Il sindaco di Napoli, in qualità anche di sindaco della Città Metropolitana, ha siglato un documento con i sindacati in cui questi «considerano la sottoscrizione del Patto per Napoli fra Comune e Governo un fatto molto positivo perché risponde alla necessità di una più stringente collaborazione istituzionale come condizione essenziale per rispondere ai bisogni della città. È necessario che il Patto sia l'occasione vera per una messa a sistema, nel merito e nel metodo, di tutte le risorse e le energie esistenti».

Il Patto, secondo le parti, «può diventare il catalizzatore di una prima riflessione sugli assetti futuri della città metropolitana, e per questo va costruito su questa dimensione di scala. Il Patto deve essere, al di là degli interventi che vi sono inclusi, l'occasione per una sistematizzazione ragionata su priorità condivise di tutti gli investimenti e gli interventi previsti almeno su scala metropolitana». «Sul piano del metodo, infine - viene sottolineato - il Patto, ferma restando l'importanza delle fasi tecniche istruttorie relative all'allocazione dei 308 milioni assegnati, ha bisogno di dimensione più ampia che va oltre la contingenza dello strumento oggi in discussione e che quindi tenda ad un livello di coinvolgimento più largo di tutte le parti sociali».

«Per questo - proseguono in maniera congiunta - occorre definire modalità strutturali di confronto con le parti sociali per definire una visione comune delle linee di sviluppo della città e della sua area metropolitana» e «in tale ottica concordano di affidare ad un tavolo tecnico di confronto la predisposizione di protocolli di intesa che regolino la progettazione e la realizzazione degli interventi contenuti nel Patto per Napoli». I protocolli si baseranno sui principi di legalità e trasparenza, sicurezza e prevenzione, implemento del mercato del lavoro, responsabilità in solito dell'appaltante, clausole sociali di riassorbimento del personale in caso di cambio dell'appaltante, impiego di lavoratori retribuiti in base al contratto nazionale, scelta dell'offerta economicamente più bassa e monitoraggio continuo delle fasi di avanzamento dei progetti.

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