Mercoledi 20 settembre 2017 09:36

Colpo di scena legge Severino: non decide più il Tar ma il Tribunale ordinario




NAPOLI - «Ancora una volta sulla mia vicenda si registrano anomalie e macroscopiche violazioni di legge quale un'anticipazione di Camera di Consiglio prima che vengano depositate le motivazioni. Non so se abbia precedenti, ma lo ritengo estremamente grave». Così Luigi De Magistris si è espresso dopo le indiscrezioni sulla sentenza della Cassazione in merito alla legge Severino. Come anticipato ieri da Repubblica sarà il Tribunale ordinario, e non quello amministrativo, a dover decidere sui ricorsi contro le sospensioni decretate in applicazione della legge Severino. A deciderlo le sezioni unite civili della Corte di Cassazione, il più alto organo giuridico della magistratura, che hanno accolto il ricorso presentato dal Movimento difesa del cittadino. Si tratta di colpo durissimo sia per Luigi De Magistris sia per Vincenzo De Luca candidato alla presidenza della Regione Campania, e condannato in primo grado per abuso d'ufficio nel processo sulla nomina del project manager del termovlorizzatore di Salerno, avendo la pronuncia l'effetto di una possibile nuova sospensione per il  sindaco di Napoli il quale entro 30 giorni dovrà ottenere un nuovo provvedimento cautelare altrimenti il prefetto dovrà sospenderlo nuovamente in base alla legge Severino. Quanto a De Luca se verrà eletto dovrà essere sospeso il giorno dopo la proclamazione e solo dopo potrà fare ricorso contro il provvedimento ma al Tribunale ordinario e non al Tar. Una situazione quindi ben più complicata rispetto alle precedenti è quella che si profila con la presentazione dei ricorsi al Tribunale ordinario sia perchè i ricorsi verranno discussi dopo circa un mese sia perchè entrambi, De Luca e De Magistris, si troveranno davanti a una giurisprudenza ben diversa da quella del Tar Campania. © Riproduzione riservata