Mercoledi 16 agosto 2017 15:21

Acqua bene comune, si dimette consigliere nominato dal Comune

28 maggio 2015



NAPOLI - Il cda dell'azienda speciale Acqua Bene Comune perde un suo componente, Stefania Mele, nominata l'inverno scorso dal sindaco De Magistris. La defezione del consigliere di amministrazione alimenta ulteriormente le voci che si rincorrono negli ultimi tempi secondo cui la società partecipata dal Comune navigherebbe in cattive acque: sebbene infatti l'interessata abbia motivato la decisione di lasciare l'incarico con l'impossibilità di conciliare gli impegni professionali con il ruolo svolto nel cda dell'azienda, fonti interne alla stessa raccontano di una scelta determinata dal clima di tensione che si sarebbe instaurato all'interno della società incaricata di gestire il servizio idrico integrato.

Nell'ultimo mese si siano verificati frequenti blitz da parte degli uomini delle Fiamme Gialle nella sede legale dell'Abc: i militari della Guardia di Finanza hanno acquisito documenti relativi ad appalti assegnati dall’Arin prima della sua trasformazione in Abc, ma anche atti e documenti riguardanti società controllate da Arin. «C’è un clima di sconcerto – rivelano fonti interne all’azienda – perché ormai si lavora più per procurare le carte agli inquirenti, tra l’altro per vicende di alcuni anni fa, che per gestire l’azienda».

È prevista intanto per oggi la riunione dei restanti 4 membri del cda, che dovranno affrontare tre questioni prioritarie, prima fra tutte l’assunzione dei 107 lavoratori provenienti dal depuratore di San Giovanni, ormai dismesso e trasformato in impianto di sollevamento. Lo scorso aprile la giunta comunale ha disposto infatti con apposita delibera l'assorbimento dei 107 dipendenti in Abc e il trasferimento, per il prossimo triennio, dei 4.900.000 euro finora erogati al consorzio del depuratore, tuttavia il presidente dell'azienda, Maurizio Montalto, avvocato ed esperto di diritto ambientale, ha mostrato forti perplessità al riguardo, ritenendo necessario attendere il prossimo autunno, quando sarà varato il piano industriale. Una posizione che ha sollevato ben presto forti critiche da parte dei 107 ex dipendenti del consorzio. Altro tema scottante all'ordine del giorno il reintegro dell'ex direttore Francesco Panico disposto dal tribunale che ha stabilito, peraltro, un milione di risarcimento in suo favore. I 4 membri del cda dovranno, infine, decidere il da farsi contro il ricorso presentato al Tar dal presidente dell'Ato 2, Giuseppe Bruno, che ha impugnato davanti al giudice amministrativo la delibera con cui il Comune di Napoli ha affidato all'Abc la gestione della distribuzione dell'acqua.

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