Mercoledi 20 settembre 2017 13:10

De Magistris «Renzi come Berlusconi, più autonomia finanziaria ai Comuni»




NAPOLI - L'estate sta finendo e, per quanto le Amministrative 2016 siano lontane, il Sindaco Luigi De Magistris è già pronto allo scontro, sentendo nell'aria il profumo di una campagna elettorale che si preannuncia dura, se non altro, per la scelta di scendere in campo da solo contro tutti. «Napoli oggi è un'altra Napoli rispetto a quella del partito unico della spesa pubblica. Il lavoro è ancora immane, ma Napoli non è più la città dei rifiuti da quando sono diventato Sindaco, è piena di turisti, immersa nella cultura diffusa ed orizzontale, piena di energie. Con tanto riscatto sociale e voglia di lottare nelle periferie. Quanta umanità in movimento. Agorà di prossimità che crescono ogni giorno per prendersi in cura il bene comune principale: la nostra Terra.» così il primo cittadino, in un post sulla sua pagina ufficiale di Facebook, ha descritto la città del post-De Magistris, verso la fine di un mandato che spera di rinnovare. «Siamo in grado di costruire un modello autonomo che sappia sostenersi dal punto di vista istituzionale, economico e finanziario. E che crei lavoro.» promette il Sindaco, tirando in ballo anche il premier Matteo Renzi «che propone con il medesimo megafono berlusconiano l'eliminazione delle tasse - sapendo che si tratta di obiettivo non realizzabile a livello centrale, salvo scaricare tutto su comunità locali e cittadini utilizzando il gioco delle tre carte - rispondiamo con un contropotere dal basso che sconfigga propaganda e centralismo autoritario ed incriccato (permeato di cricche)». Una stoccata prevedibile, data la totale rottura dei rapporti col Presidente del Consiglio a seguito della sua decisione di nominare un commissario straordinario per l'area dell'ex-Italsider, senza un reale confronto con le istituzioni locali, in particolar modo con De Magistris. Il primo cittadino invoca «che almeno nelle città metropolitane ci sia autonomia finanziaria e tributaria». Un traguardo che porterebbe all'eliminazione dei «trasferimenti di fondi nazionali, quindi lo Stato nelle sue funzioni costituzionali non si indebolisce, mentre noi potremo finalmente agire in piena autonomia. Realizzare i progetti per cui ci siamo impegnati senza essere tenuti al guinzaglio.» Scenari futuristici, verso i quali tuttavia De Magistris crede si stiano già muovendo i primi passi  «Dal 1 gennaio 2016 non avremo più Equitalia bensì la nostra struttura comunale di riscossione. Nel 2015 procedendo in questa direzione abbiamo già recuperato 50 milioni di evasione. In questo modo potremmo ridurre le tasse ed investire tutto sul territorio. Napoli diverrebbe area ad alta convenienza per tutti gli operatori economici in quanto vi saranno zone libere da tributi per investimenti puliti e non speculativi. In questo modo elimineremo anche lo scempio delle assicurazioni per auto e moto più care d'Italia - continua nel suo post il Sindaco, che azzarda - In questo modo potremmo introdurre, in attesa di Governo e Parlamento che annunciano solo ma nulla fanno, il reddito minimo metropolitano» Uno scenario che aprirebbe ad una serie di attività in nome della cultura, della valorizzazione di aree cittadine e della partecipazione diretta e democratica dei cittadini alla vita politica locale. «Tutto nella massima trasparenza con pubblicazione di tutti i dati - promette De Magistris - È venuta anche l'ora che si attribuisca ai sindaci metropolitani più potere e responsabilità in materia di sicurezza urbana. Ci vogliamo assumere responsabilità, ma avere strumenti per poter operare. La responsabilità si deve accompagnare al potere. Noi vogliamo responsabilità e potere da usare con il popolo e per il popolo.» ©Riproduzione riservata