Domenica 24 settembre 2017 23:08

De Luca si scaglia contro RaiTre: «Fa camorrismo giornalistico»




SALERNO - Botta e risposta tra il governatore campano, Vincenzo De Luca, e il direttore di Rai3, Andrea Vianello, dopo il duro intervento del Presidente della Regione in occasione della Festa di Scelta Civica tenutasi ieri a Salerno, durante il quale De Luca ha mosso pesanti critiche all'attività giornalistica condotta dalla Terza Rete Rai, accusata senza mezzi termini di «camorrismo giornalistico». «Sapete che io sono stato condannato in primo grado - ha dichiarato l'ex sindaco di Salerno - Lo dico perché tanti giornali, tante televisioni, in particolare i miei amici della Terza Rete Rai che, come ho detto, è la più grande fabbrica di depressione al mondo... a RaiTre dicono imbecillità. Voi vi sintonizzate su RaiTre e avrete atti di camorrismo giornalistico, di aggressioni personali, di imbecillità. Ma tutto non ingenuo, tutto parte delle lobby radical chic del nostro Paese». Parole che non sono affatto piaciute al direttore di Rai3, Andrea Vianello, che ha prontamente rispedito le accuse al mittente. «Definire "camorrismo giornalistico" il lavoro di una rete del servizio pubblico e dei grandi professionisti che ne fanno parte è assolutamente inaccettabile. Tutte le critiche sono bene accette, ma questa volta si è passato il limite», ha commentato Vianello. Questa mattina De Luca, tornando sull'argomento, ha chiarito meglio la sua posizione: «Contesto il camorrismo giornalistico, un atteggiamento mentale, d'essere, operare contro la persona. Ci sono campagne mediatiche che puntano a distruggere la dignità della persona, della sua famiglia senza alcun riguardo per l'analisi dei fatti e la sacrosanta ricerca della verità. Si viola la Costituzione definendo, ad esempio, qualcuno condannato in assenza di una sentenza definitiva o considerando un criminale chi apre un cantiere. Oppure da un'intervista di 30 minuti si estrapolano solo trenta secondi strumentalmente». «Io non accetto l'idea che ci sia una categoria che non possa esser criticato a prescindere - ha concluso il governatore - Rispetto i giornalisti come Biagi, Montanelli, Ronchey e tutti coloro che parlano un linguaggio anche duro ma di verità. Ho il diritto di criticare chi, privo di argomenti, distrugge la dignità della persona». © Riproduzione riservata