Domenica 20 agosto 2017 07:47

Patto per Napoli, critico l’ex governatore Caldoro: «Più recita che sostanza»




NAPOLI - «Più recita che sostanza». Non usa mezzi termini l'ex governatore Caldoro nel commentare il Patto per Napoli siglato mercoledì scorso, destinatario a suo avviso di un'attenzione mediatica ed istituzionale di gran lunga superiore alla reale portata dell'accordo in termini di fondi di investimento. L'intesa, sostiene il capo dell'opposizione di centrodestra nell'assemblea legislativa regionale, «non ha particolari novità: si sono scomodati sindaci e prefetti, il Presidente del Consiglio e quello della Regione, liti ed accordi» ma, attacca Caldoro, «già in occasione della prima firma dimostrammo, in una conferenza stampa, che il 90 per cento di quei 10 miliardi annunciati erano già programmati».

Dei 608 milioni investiti con la sigla del Patto, «più del 50% delle opere, pari a circa 300 milioni, sono già programmate», aggiunge, mostrando in un video su Facebook i documenti relativi alle due firme. «Questa seconda firma, che non definirei Patto ma altro, su Napoli prevede un elenco di opere in parti vecchie. Da Napoli Est, ai depuratori, fino alla opere della metro erano già in cantiere nella vecchia programmazione. L'unica novità è che fra la prima e la seconda firma si è perso un miliardo, passando da 11 miliardi a 10». L'ex governatore non risparmia inoltre frecciatine alla Giunta De Luca: «Le opere erano già nelle casse della Regione. De Magistris in verità lo ha anche ricordato, solo poche novità proposte dalla Amministrazione comunale. Quando le cose si gestivano con serietà non si facevano queste recite. Non lo ha fatto la mia amministrazione e non lo hanno fatto le amministrazioni precedenti. Le firme di questi presunti patti non hanno nessun valore, parliamo infatti di provvedimenti che i ministeri mettono in moto automaticamente».

«Il patto è una recita, è tutto documentato - conclude seccamente Caldoro - Il 90 % non riguarda Renzi, De Luca e lo stesso De Magistris. La politica non deve illudere nessuno parlando di opere nuove, sono cose vecchie e già assegnate alla città di Napoli ed alla Regione».

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