Sabato 25 novembre 2017 10:37

Respinta la mozione di sfiducia contro De Luca con 29 no, Fi protesta «voto falsato»




NAPOLI - Sembrava tutta l'opposizione unanime sulla mozione di sfiducia contro il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, reo di aver mentito sulle dimissioni di Nello Mastursi, capo della segreteria, per l’eccessivo carico di lavoro di quest'ultimo, dato il ruolo di responsabile organizzativo del Pd, ma alla fine, dopo una mattinata infuocata in Consiglio regionale dove le polemiche e le accuse non sono di certe mancate, la mozione la votano soltanto in sette. Il Consiglio regionale della Campania ha così respinto la mozione di sfiducia nei confronti di De Luca presentata da Forza Italia, gruppo Caldoro presidente, Fratelli d'Italia (centrodestra) e appoggiata dai sette consiglieri del Movimento 5 Stelle. La maggioranza si è compattata bocciando la mozione con 29 voti contrari. Al momento del voto, però, molti del centrodestra non sono riusciti a votare perché stavano ponendo una questione procedurale alla presidente Rosa D'Amelio che non ha aspettato ed è andata avanti. Immediata la protesta del gruppo di Forza Italia ricorrendo al voto falsato dalla stessa D'Amelio. «Quello che è accaduto oggi in aula, in occasione del voto sulla mozione di sfiducia al presidente De Luca, è gravissimo: nei fatti, la presidente del Consiglio Regionale, Rosa D’Amelio, ha interrotto anzitempo le operazioni di voto e pertanto non ci ha consentito di esprimerlo. Il risultato lo conferma ampiamente. I consiglieri regionali di Forza Italia presenti in aula, Armando Cesaro, Flora Beneduce, Maria Grazia Di Scala, Monica Paolino, Ermanno Russo e Gianpiero Zinzi sono chiaramente favorevoli alla mozione. E’ evidente che l’esito di questa votazione è assolutamente falsato». Dal canto suo anche il capogruppo del M5S Valeria Ciarambino ha accusato «Il governatore è un impresentabile e va sfiduciato». Dichiarazione che non è andata giù all'opposizione nelle vesti di Francesco Moxedano (Idv) che ha contrattaccato «Le opposizioni continuano a bloccare le istituzioni perdendo tempo. Il capogruppo Ciarambino mente con consueta volgarità. Chiarisca la provenienza delle 574 preferenze avute a Quarto come deve chiarire i 4mila voti avuti dai grillini a Quarto. Come deve chiarire le ragioni che hanno portato Fico e Di Maio a mentire su quello che sapevano pensando di insabbiare quello che è accaduto a Quarto». © Riproduzione riservata