Martedi 24 ottobre 2017 13:31

Impresentabili, tutti contro tutti. Alfano critica De Luca, che querela Rosy Bindi




Caos impresentabili. La lista dell'antimafia si è abbattuta come un tornado sull'ultimo giorno di campagna elettorale. Una serie di critiche piovute sul candidato del centrosinistra alla Regione Campania, Vincenzo De Luca, che fa parte della lista. I principali detrattori dell'ex Sindaco di Salerno sono proprio nel Pd. A capo della Commissione parlamentare Antimafia c'è Rosy Bindi, che fa parte dello stesso partito di De Luca. E' pur vero che la lista è un atto della commissione e non una singola posizione della parlamentare, ma il candidato democrat l'ha presa male ugualmente, tacciando la lista come un attacco personale attraverso l'uso di una carica istituzionale. «Questa campagna di aggressione, che sarebbe stata aggressiva anche per Totò Riina, ha un solo obiettivo: cercare di mettere in difficoltà il governo nazionale e Renzi» ha dichiarato De Luca a Lunaset. Ma non è l'unica esternazione del candidato in merito, anzi. Su twitter ha annunciato che querelerà Rosy Bindi. Quest'ultima, in conferenza stampa, ha rivendicato la legittimità della lista. «Nessuna ingerenza nella campagna elettorale - ha spiegato la Bindi -, abbiamo solo fornito una fotografia per informare i cittadini della qualità della classe politica che vanno a votare, abbiamo utilizzato dati pubblici ma non accessibili ai cittadini». E Renzi? Tenta di gettare acqua sul fuoco, minimizzando, ma il caso continua a montare. Nel frattempo, la lista ingolosisce gli avversari, che non si fanno pregare. Alfano è partito all'attacco:  «I campani hanno un'occasione, un calcio di rigore a porta vuota - ha dichiarato -. Spero che non sprechino quest'opportunità». L'occasione, secondo Alfano, è il voto a Caldoro, candidato sostenuto da Ncd in Campania. Il Governatore uscente, da parte sua, si sta spendendo per far ritirare la candidatura ad alcuni "impresentabili" presenti nelle liste collegate alla sua candidatura. Alfano non si è fermato alla metafora del rigore. Il ministro dell'Interno ha aggiunto, parlando dell'applicazione della legge Severino riguardo un'eventuale elezione di De Luca, che «c'è una legge e sarà applicata, come lo è sempre stata. La posizione è condivisa da tutto il governo, come testimoniano altre dichiarazioni di ministri rilasciate anche qui in Campania». Sulla questione De Luca sono intervenuti anche i pentastellati. «Già è assurdo che un organo parlamentare debba valutare se c'è gente vicino alla mafia nelle liste, ma il Pd è riuscito a fare peggio candidando un ineleggibile come De Luca che provocherà il caos un attimo dopo l'eventuale elezione, costringendo l'Italia a spendere altri sette, otto milioni per riaprire le urne» ha dichiarato il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, esponente del direttorio M5s, Sul punto si è espresso anche Marco Esposito, candidato di Mo', che ha richiesto su twitter il voto disgiunto. «L'Antimafia ferma Vincenzo De Luca, ora il Pd indichi il voto disgiunto per un altro candidato presidente» ha cinguettato Esposito. © Riproduzione riservata