Giovedi 19 ottobre 2017 23:57

De Luca deposita il ricorso al Tribunale, manifestazione Movimento 5 Stelle al Consiglio regionale «Dimettiti»




NAPOLI - Vincenzo De Luca ha depositato in mattinata il ricorso al Tribunale di Napoli per l'annullamento del decreto firmato dal Premier, Matteo Renzi, che vuole sospeso il neo-eletto Presidente della Regione Campania ad opera della Legge Severino. A darne notizia è Fulvio Bonavitacola, già deputato PD, nonché legale di De Luca. Intanto, salta anche la prima riunione del Consiglio Regionale, rinviato dalla consigliera anziana, Rosetta D'Amelio. Proprio stamattina, a pochissima distanza dalle stanze del Tribunale, una manifestazione del Movimento 5 Stelle si è riunita assieme ad associazioni e ai disoccupati del Bros, fuori l'ingresso della Regione Campania, all'isola F13 del Centro Direzionale di Napoli, costringendo i Carabinieri a formare un cordone protettivo all'ingresso. «De Luca Dimettiti» recita lo striscione esposto dai manifestanti, e un pacco vuoto con la foto del neo-governatore è stato portato all'interno del palazzo dai consiglieri regionali pentastellati che hanno commentato questo gesto, definendolo come «"Il pacco" che De Luca ha fatto alla Campania» I Bros, disoccupati organizzati, a loro volta, hanno esposto anche striscioni contro l'ex-presidente, Stefano Caldoro, e l'ex- assessore regionale al lavoro Nappi, entrambi definiti - rubando il gergo 'deluchiano - "Personaggetti". «La Campania in ostaggio di De Luca e D'Amelio. La 'sconvocazione' del consiglio è illegittima. Il consiglio deve tenersi, non facciano i furbi. Vogliono solo guadagnare tempo. Abbiamo ricevuto la notizia della sconvocazione  della prima seduta del consiglio regionale in maniera illegittima - così Valeria Ciarambino, candidata alla recentissima corsa per la Presidenza della Regione Campania con il M5s - Io personalmente l'ho saputo via sms, alcuni via mail e neanche inviato a tutti. Io credo che stiano calpestando coloro che sono stati eletti dal popolo campano per rappresentarlo, perciò abbiamo diffidato la D'Amelio» Dal Movimento arrivano anche le parole di Luigi Di Maio, che chiama ancora l'attenzione al voto «Bisogna tornare a votare e le spese le paghi Renzi - il membro del M5s incalza i fatti e tuona - Il Consiglio oggi si deve riunire. Se stamattina il Consiglio Regionale si riunisse - diceva solo poche ore fa - prenderebbe atto della sospensione di De Luca e, secondo la maggior parte della dottrina, si dovrebbe tornare a votare. Bisogna tornare a votare e chiedere a quei partiti che hanno fatto ferro e fuoco delle nostre istituzioni di non presentarsi più, di tornarsene a casa.» Secondo Di Maio, insomma, il Consiglio non riunendosi non fa altro che avallare  la tesi secondo la quale «Vincenzo De Luca non andava candidato, la Regione Campania rischia sei mesi di commissariamento perché dovevano candidare una persona che dopo aver fatto per trent'anni il sindaco di Salerno voleva il giocattolo della Regione. Questa è una delle regioni con la più alta povertà infantile d'Italia e non ha più le istituzioni, perché le utilizzano come bancomat o come capriccio - e conclude - Il conto delle elezioni Regionali che si dovranno fare per colpa della sospensione di De Luca lo faccio pagare a Renzi, è lui il responsabile politico» Intanto, si attende con ansia la decisione del giudice, che dovrà esprimere un verdetto entro i sette, o dieci, giorni. Qualora il risultato fosse negativo, il giogo tornerà nelle mani di Palazzo Chigi che dovrà scegliere se Commissariare la Regione oppure se tornare al voto.  Intanto, entro lunedì 13 luglio il Consiglio si dovrà insediare, dovendo rispettare il limite di 20 giorni dalla proclamazione del Presidente imposto dallo Statuto Regionale. Dai microfoni di Repubblica arrivano, invece, le parole di un ex-presidente storico della Regione Campania, Antonio Bassolino, che getta un occhio giuridico sulla vicenda «Renzi non poteva non sospendere De Luca - dice Bassolino - Ed è evidente che Renzi non poteva attendere il consiglio come alcuni sostenevano, perché De Luca era già proclamato presidente e, dunque, sospendibile. Il presidente del consiglio avrebbe compiuto un'omissione se avesse atteso la riunione dell'assemblea regionale». «Non mi sarei candidato con la Severino pendente, ma qui conta anche il carattere, il modo di essere. Io ho il mio, De Luca il suo, lui si è buttato in questa vicenda con una convinzione assoluta, anche quando questa candidatura si intrecciava con le indubbie difficoltà poste dalla legge e dalle sue interpretazioni». Ma la questione, è complicata perché se, da un lato, è «pieno diritto» di De Luca fare ricorso - ha continuato l'ex-presidente Bassolino - da un altro «Era evidente che si potesse creare una delicata e dolorosa contraddizione tra legge di partito (le primarie) e legge dello Stato (la Severino). Una volta fatte le primarie, c'è chi ha sostenuto che esse si rispettano. Giusto, ma anche la legge dello Stato si rispetta ed è superiore a quella di partito - poi conclude - Si arriva a ciò quando la politica non adempie alle sue funzioni, poi è inutile lamentarsi e dire che i giudici si sostituiscono alla politica. Ora sono obbligati a farlo, non può esserci un vuoto.» ©Riproduzione riservata