Venerdi 22 settembre 2017 06:32

De Luca sui fondi europei: «Rischiamo di perdere quasi 2 miliardi»




NAPOLI -  Oggi il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, ha affrontato la controversa questione dei fondi europei, per i quali si è in dirittura d'arrivo verso la scadenza prevista per la fine del 2015, dopo la quale verranno ritirati dall'Europa. «Ci sono 1 miliardo e 806 milioni ancora da spendere e certificare e restituirli sarebbe un delitto - denuncia De Luca - Siamo preoccupati per quanto riusciremo a fare nell'arco di poco più di due mesi - afferma - non so cosa riusciremo a spendere e certificare, ma dobbiamo provarci per non perdere risorse». La questione dei fondi europei, in sostanza, si basa non tanto «su quanto impegni, ma su quanto certifichi» ha continuato il presidente della Regione, riportando i dati del Por-Fesr, il documento che definisce le strategie di intervento e di utilizzo dei fondi in questione. Nel suddetto sono indicati pagamenti al 60,5% e nel mese successivo sono emersi avanzi che non superano il 67 e 68%. Per quanto riguarda la spesa dei comuni che hanno sottoscritto gli appalti, De Luca spiega «Il meccanismo è questo la Regione fa un decreto, lo consegna al sindaco che si impegna a coprire con fondi di bilancio decertificazione». «I Comuni non riusciranno a certificare la spesa - afferma - abbiamo dilazione dei tempi che oggi sono al 31 dicembre di quest’anno o per centinaia di Comuni sarà il disastro» Secondo De Luca, il problema della gestione dei fondi europei è legato alla controversa legislatura della gestione precedente, che prevedeva un «un meccanismo di centralizzazione - dice il governatore - decideva solo il capo di Gabinetto, ora almeno abbiamo fatto un passo avanti». Quel meccanismo, secondo l'ex-sindaco di Salerno, sarebbe la causa principale di quello che viene definito «un disastro autentico». «Compito nostro sarà fare miracoli, cercheremo di proporre un meccanismo limpido» promette De Luca, puntualizzando sui vecchi strumenti di programmazione puntualmente respinti dall'Europa, per i quali si cercherà di «ottenere, per fine settembre - prosegue - l'approvazione di tutto quello che è rimasto appeso» e porre fine a quel 'disastro' causato, secondo il presidente, da «criticità e groviglio burocratico normativo». Domani ci sarà l'incontro a Palazzo Chigi con il sottosegretario Claudio De Vincenti, col quale si discuterà di questi circa due miliari di euro da spendere entro la fine del 2015. Intanto, sottolinea De Luca, c'è anche la questione delle imprese, alle quali «non è arrivato nulla di quanto promesso dalla Regione» Si è parlato anche del nuovo piano per i rifiuti il quale, una volta approvato, verrà finanziato o attraverso i fondi Fas, oppure attraverso «norme ad hoc» previste nella futura Legge di Stabilità del Governo. De luca affronta anche la questione della multa minacciata dall'Ue sempre a proposito della questione dei rifiuti, della quale ha discusso col premier Matteo Renzi. Dall'incontro è emerso che «Un dato acquisito è che il Governo si farà carico, per quanto riguarda lo smaltimento delle ecoballe per 500-700 milioni - spiega De Luca - Renzi non è stato felicissimo ma mi ha detto di sì. Ad oggi ancora non si conosce chi è il proprietario delle ecoballe - afferma - se la società Fibe o, dopo il commissariamento, il Governo» Ad ogni modo, De Luca crede che la situazione delle ecoballe vada risolta a prescindere e tralasciando il contenzioso tra Fibe e Governo. «Fibe è responsabile fino a 2006; dopo, scattato il commissariamento, lo Stato» dice De Luca, specificando che quando si parla del periodo successivo al 2006, ci si riferisce a «tutta Taverna del Re». Non tarda ad arrivare la risposta dell'ex-governatore della Campania, Stefano Caldoro, che cinguetta dal suo profilo Twitter «Fondi Ue. Con me ok, raggiunti target. Non abbiamo perso un euro. De Luca? Già tragedia e si rischia di perdere fondi» ©Riproduzione riservata