Giovedi 23 novembre 2017 14:02

De Magistris: «In settimana un nuovo insediamento politico. L’alleanza con D’Alema? Non interessa»
«Ci stiamo organizzando per amministrare meglio Napoli, per rafforzare il nostro progetto politico e per creare un primo organigramma importante per la città»

30 gennaio 2017



NAPOLI -  Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha annunciato che «in settimana lanceremo, con un'organizzazione forte, un movimento politico che si vuole connettersi con altre esperienze che è molto diverso da queste liturgie tradizionali di un centrosinistra che guardiamo da lontano».

Si parte da DeMa, l'associazione lanciata dal primo cittadino quasi un anno fa, di cui fa sapere che «in settimana sarà fatta la modifica dello statuto, creeremo un primo organigramma importante». «Come abbiamo detto più volte, ci stiamo organizzando per amministrare meglio Napoli, per rafforzare il nostro progetto politico - ha proseguito - e soprattutto per metterci in connessione con tanta esperienza di cambiamento di politica dal basso».

«Vogliamo costruire una politica economica e sociale alternativa vera e mi sembra che gli spazi ci siano anche oltre i confini del nostro Paese - ha aggiunto - una visione politica un po' più ampia».

«Alleanza con il Movimento Consenso di D'Alema? Non ci interessa»

«Siamo interessati solo come osservatori perché facciamo politica, ma quello è uno progetto politico che non ci interessa». Ha così risposto de Magistris, ad una domanda sul "Movimento Consenso" lanciato da Massimo D'Alema. «Mi pare che ci sia un dibattito precongressuale semmai il congresso ci sarà, tutto interno al Pd - ha affermato - mi pare di capire che sono posizionamenti interni al partito, in vista evidentemente di un congresso che dovranno fare».

Per il sindaco, c'è «parecchia fibrillazione». «Bisogna tuttavia capire se è prodromica al posizionamento in ruoli di vertice - ha sottolineato - o sono fibrillazioni politiche che hanno una loro matrice significativa. Non mi sfugge che c'è qualcuno che vorrebbe spostare gli equilibri all'interno della coalizione di centrosinistra verso posizioni di sinistra e quindi meno in direzione di Alfano e altri».

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