Venerdi 23 febbraio 2018 03:37

Nuova tegola milionaria sul Comune di Napoli, BagnoliFutura chiede risarcimento di 393 milioni di euro

30 dicembre 2016



NAPOLI - Partita una maxi richiesta di risarcimento di 393 milioni di euro per tutti quelli che hanno portato al fallimento nel 2014 di BagnoliFutura, partecipata del Comune di Napoli.

La curatela dell’azienda fallita ha citato, così, in giudizio 34 soggetti, tra cui il Comune nella persona del sindaco e poi gli amministratori che dal 2002 hanno governato BagnoliFutura. L’udienza è fissata per il 13 luglio prossimo dinanzi al Tribunale di Napoli.

Al Comune di Napoli viene contestato, in concorso con amministratori e direttori generali della società fallita, un danno complessivo alla società di 393 milioni e 720mila euro. Una vera e propria tegola milionaria, dunque, si abbatte sui conti di Palazzo San Giacomo. Nel mirino dell’indagine condotta dai curatori fallimentari ci sono proprio «i comportamenti del Comune che hanno recato danni alla BagnoliFutura e ai creditori della società», nonchè «un uso distorto della stessa che ha sostenuto negli anni costi estranei allo scopo per cui era nata», ossia bonificare e realizzare la nuova Bagnoli.

Ma non solo, andando a ritroso nel tempo, la curatela ha contestato anche «operazioni antieconomiche» finora mai sfiorate neanche dalle inchieste della Procura su Bagnoli. Tra queste la possibilità per la società di farsi carico dei servizi di «vigilanza, pulizia e manutenzione senza una prospettiva di ricavi». O i mancati introiti come nel caso del parcheggio della Città della Scienza da cui la società di Bagnoli poteva guadagnare in 12 anni 144mila euro.

Il Comune di Napoli è, dunque, sulle spine non solo per la richiesta di risarcimento, ma anche per la questione dei pignoramenti per debiti ereditati dal post terremoto del 1980.

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