Domenica 19 novembre 2017 07:50

Mare inquinato: le acque della Campania bocciate da Goletta Verde di Legambiente




Il mare della Campania è inquinato. Su trentuno punti monitorati ben quattordici presentano un carico batterico elevato e per tredici di questi il giudizio è di “fortemente inquinato”. Lo rivelano le analisi di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane, realizzata anche grazie al contributo del Coou (Consorzio obbligatorio degli oli usati) presentato questa mattina a Napoli, presso la sede della Capitaneria di Porto. Fa eccezione lo specchio d'acqua antistante via Caracciolo, la cosiddetta Mappatella beach partenopea. Nella media i valori anche dello sbocco a mare del canale Fusaro di Bacoli, della spiaggia di Alimuri a Meta di Sorrento, dello scarico presso il lungomare Marconi a Torre Annunziata, della spiaggia in località Ponte della Gatta a Torre del Greco, della spiaggia Mortelle a Portici, della spiaggia del porto di Procida, della spiaggia Punta Lingua a Procida, della spiaggia Maronti di Olmitello a Barano d'Ischia, della spiaggia Cava dell'Isola e della spiaggia La Chiaia di Forio. «In Campania ancora una volta emerge l’esigenza di assicurare un’azione istituzionale coordinata e coerente per tutelare il mare e le aree costiere, nonché le importantissime risorse ambientali, sociali ed economiche ad esse connesse – dichiara Stefano Ciafani, vicepresidente nazionale di Legambiente - Le criticità evidenziate dal nostro monitoraggio sul fronte della depurazione non sono certamente nuove e gli stessi dati Istat (aggiornamento al 2012) evidenziano come la quota di carichi inquinanti civili trattati in questa regione è pari a meno del 60%». Tra Napoli e provincia ben 18 prelievi d'acqua sono stati eseguiti dal laboratorio mobile di Legambiente dal 16 al 20 luglio scorso. Analizzate, dunque, le acque allo sbocco del canale di Licola a Pozzuoli, alla foce dell'alveo Volla a San Giovanni a Teduccio, alla foce del fiume Sarno a Castellammare di Stabia, alla foce del Lagno Vesuviano nel comune di Ercolano, al rivo San Marco di Castellammare di Stabia, alla foce del canale Olimitello in località Maronti di Barano d'Ischia. In particolare, ad essere inquinate soprattutto le foci dei fiumi a causa degli scarichi che mettono a rischio la qualità delle acque limitrofe in cui spesso i cittadini si fanno i bagni. «L’obiettivo del monitoraggio di Goletta Verde - spiega Legambiente - è quello di individuare i punti critici di una regione e le pressioni inquinanti che ancora gravano sulla costa, analizzando il carico batterico che arriva in mare prevalentemente dalle foci di fiumi, canali o scarichi non depurati. È quindi un monitoraggio puntuale che non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, né Legambiente assegna patenti di balneabilità, ma restituisce comunque un'istantanea utile per individuare i problemi e ragionare sulle soluzioni». Nei confronti dell’Italia, aggiungono gli ambientalisti, grava una procedura di infrazione proprio riguardo alla depurazione e la Campania, purtroppo, è sotto la lente di ingrandimento. Dagli ultimi aggiornamenti risultano infatti 108 su 151 gli agglomerati della Campania cui viene contestata la non conformità ai dettami della direttiva comunitaria sulla depurazione. Si tratta di un danno non solo ambientale, ma anche economico dal momento che l'Italia dal 2016 e fino al completamento degli interventi di adeguamento dovrà pagare una multa di 21mila euro l'anno. © Riproduzione riservata