Lunedi 25 settembre 2017 20:52

“Qualcuno volò sul nido del cuculo” di Gassmann in prima assoluta al Bellini




Sarà in scena al Teatro Bellini di Napoli, dal 10 al 19 aprile 2015, "Qualcuno volò sul nido del cuculo", uno spettacolo di Alessandro Gassmann. Una trama che nasce in forma di romanzo - Ken Kesey, 1962 - per poi svilupparsi in testo teatrale nel 1971, quando Dale Wasserman ne realizzò un adattamento scenico per Broadway. Quel testo costituì la base della sceneggiatura della pellicola omonima con Jack Nicholson, entrata di diritto nella storia del cinema. conf stampa 1 aprile cuculo_foto Francesco Squeglia_0098Oggi, la drammaturgia di Wasserman torna in scena, rielaborata dallo scrittore partenopeo Maurizio de Giovanni. L'operazione di de Giovanni ha trasportato la storia di Randle McMurphy, per noi Dario Danise, dalla California degli anni '50 all' Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa nel 1982, trasformando i protagonisti in uomini e donne del nostro territorio, senza perdere la sostanza visionaria del testo, a dimostrazione dell'assoluta universalità della sceneggiatura. «Vorrei raccontarlo come un lavoro faticoso, difficile, assorbente. Ma la verità è che io mi sono divertito da morire» ha dichiarato l'autore che, davanti a personaggi in polifonica diversità, ha rielaborato la materia profondamente statunitense avvicinandola a noi. Un lavoro di "tappezzeria", come ha spiegato lui, «di colui che calza un copridivano sulla struttura che già c'è». La storia racconta, attraverso gli occhi di Danise - un delinquente che si finge matto per sfuggire alla galera - la vita dei pazienti e il trattamento coercitivo a cui sono sottoposti. Una grande storia che racconta ciò che tutti abbiamo in comune, i sentimenti e le passioni, in un tempo ed uno spazio più vicini a noi, in una quotidianità immediata - complice anche l'utilizzo del dialetto - che ne trasmette l'essenza universale. Lo spettacolo era nei progetti di Gassmann da un po', circa cinque anni, e finalmente ha trovato realizzazione nella produzione del Teatro Bellini che si conferma, nonostante l'ultima valutazione ministeriale, una delle dimensioni artistiche più vive della città. Una drammaturgia complessa, impegnativa, che nella prima stesura prevedeva anche l'inserimento di Gassmann nel ruolo del "gigante": 12 attori, in una scenografia piuttosto elaborata anche sul profilo tecnologico (per l'uso di videografie), che mettono in scena una lezione di impegno civile, un grido di denuncia che scuote le coscienze e fa riflettere. «Lo spettacolo, pur raccontando una follia, risulta molto logico», ha spiegato Gassmann, che ha poi continuato: «Ci tengo a raccontare, per natura - come ha fatto mio padre - le minoranze. Per chi fa un mestiere pubblico dovrebbe essere una scelta obbligata», dimostrando una particolare predisposizione a temi delicati come la malattia, la diversità, ma soprattutto la sopraffazione e  la privazione della libertà. Il protagonista Dario Danise - interpretato da Daniele Russo - tira fuori, attraverso la rielaborazione di de Giovanni, gli aspetti napoletani del personaggio originario.  «Aiutato dal testo e dalla regia di Alessandro Gassmann, ti trovi in una veste che ti sembra perfetta», ha dichiarato Russo, l'attore più giusto per questo ruolo a detta di Gassmann. Elisabetta Valgoi invece interpreta Suor Lucia (l'infermiera Ratched di Wasserman), l'autorità assoluta all'interno del manicomio: "la più folle senza saperlo", secondo l'attrice. Gassmann, con il prezioso aiuto di de Giovanni, ha ripreso e reso accessibile al pubblico italiano una storia che resta impressa nei ricordi e nelle anime degli spettatori, come solo le grandi storie sanno fare. © Riproduzione riservata