Venerdi 22 settembre 2017 13:34

Gomorra la serie al secondo no delle istituzioni, la produzione «Si tratta di censura preventiva»




NAPOLI - Secondo flirt andato a male per le riprese della seconda stagione di Gomorra, la serie ispirata al libro di Roberto Saviano. Dopo il rifiuto del sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, per l'aspirazione del set a svolgere delle riprese nel rione Gescal - meglio conosciuto con l'eloquente pseudonimo di rione "Congo" e dove la troupe ha fatto alcuni sopralluoghi nelle scorse settimane -  il presidente della Catleya e coproduttore della serie, Riccardo Tozzi, avrebbe risposto così «Le ragioni del sindaco? Anticostituzionali. Il rifiuto alle riprese non riguarda gravi motivi di ordine pubblico, ma i contenuti stessi della serie. Insomma, si tratta di censura preventiva, che mi pare sia stata abolita dopo la caduta del fascismo» Parole forti, che hanno una grossa risonanza nella città e che incontrano anche quelle del presidente della associazione "Figli del Bronx" e partner produttivo della seconda serie, Gaetano di Vaio, che spiega, invece, le ragioni della produzione «In particolare, è piaciuto il ballatoio-corridoio di un edificio che ha un’architettura un po’ labirintica, adatta per alcune scene - e aggiunge - Ma non è detto, poi, che il regista sceglierà proprio quella location. Se lo farà, chiederemo il permesso e speriamo che il sindaco e la Giunta decidano senza pregiudizi. Molti non capiscono che noi portiamo lavoro nei quartieri degradati in cui entriamo per le riprese e possibilità di riscatto per tanti giovani. Io stesso, che conosco il carcere, proprio grazie a «Gomorra» sono riuscito a cambiare vita e ora produco il film di Gaudino, con Valeria Golino, che sarà nel concorso principale della prossima Mostra di Venezia» Tozzi, tuttavia, specifica che non ci sarà nessun braccio di ferro col sindaco Lettieri «Quando entriamo in un quartiere, non lo mettiamo a soqquadro, ma portiamo lavoro e ricchezza a beneficio della gente del luogo. Con il sindaco di Acerra potremmo anche ingaggiare un braccio di ferro, ma non lo faremo, perché abbiamo deciso di agire in modo diverso. Se continuerà a rifiutarci, vuol dire che andremo da un’altra parte» e aggiunge, a proposito di una situazione analoga nella città di Afragola, risalente a qualche mese fa, dove si era interessati a svolgere alcune riprese nel quartiere Salicelle, che all'epoca si risolse il problema «girando in alcuni terreni privati». ©Riproduzione riservata«