Alla scoperta di Pietro Festa, il musicista che suona la sega




NAPOLI - "Un eroe è una persona ordinaria impegnata in qualcosa più grande di sé". E’ questa la scritta che campeggiava, proiettata sul muro, alle spalle di Pietro Festa. 26enne napoletano, ex cuoco, trasformatosi in un istrionico buskers da quando un giorno, pescando tra i ricordi, riaffiorò in superficie un sopito amore per la musica. Nulla di strano sembrerebbe fin qui. Se non fosse per il fatto che, l’epifania che trasformò il suo percorso esistenziale, lo avvicinò ad uno strumento tanto bizzarro quanto affascinante: la sega. Pietro infatti è un suonatore di sega musicale, «uno dei pochi in Italia – sottolinea con un velato orgoglio – perché siamo all’incirca 25 in realtà». «La sega intesa come utensile - spiega Pietro – è diventata uno strumento musicale pressappoco un secolo fa. Grazie ai boscaioli franco–canadesi che iniziarono a percuoterla per gioco, accorgendosi poi che emetteva dei suoni davvero unici. Col tempo, in America, divenne un vero è proprio strumento - prosegue Pietro - suonato da musicisti del calibro di Thomas Jefferson Scribner, Devid Wliss e Morgan Cowin, per poi approdare in Europa nel 900 inoltrato». Ed il giovane artista partenopeo difatti, con la sua lama in acciaio armonico ed un arco da violoncello, riesce a riprodurre delle incredibili melodie sinusoidali, lievi, a tratti psichedeliche nella loro sibilante estensione in 4/8, quasi fosse il canto ipnotico di una sirena come egli stesso le definisce. Il vero primato che contraddistingue questo poliedrico menestrello però, al di la di essere uno dei pochi suonatori di sega presenti in Italia, è stato quello di aver organizzato il primo seminario nazionale dedicato alla musica fatta attraverso questo peculiare strumento. Durante l’incontro tenutosi martedì, presso lo Slash di via Vincenzo Bellini, Pietro Festa ha fornito, oltre che numerosi dettagli sulla genesi di questo filone ed una incredibile performance musicale, alcuni restroscena storiografici, riguardo la sega e le prime composizioni realizzate con essa, che testimoniano quanto la scelta ricaduta su Napoli, come location per avviare e promuovere la sua iniziativa, non sia per niente casuale. Pietro come mai hai deciso di organizzare questo seminario:  strange music hero? Sono in cerca di nuovi eroi musicali, persone appassionate, talentuose e ricche di inventiva che, visti i tempi, riescano ancora a fare la differenza in questo campo. Non importa cosa suonino e se non abbiano effettuato un percorso accademico regolare, io cerco persone che, come me, vivano con passione la musica e ben venga se abbiano qualcosa di veramente originale da proporre. Io ho iniziato per pura passione e adesso, per mia fortuna, si sta trasformando in un impegno che occupa molto tempo della mia vita. Napoli non è stata una scelta casuale. Cosa lega dunque la città a questo particolare strumento? Credo che Napoli abbia un legame particolarissimo con la musica di questo strumento oltre a radici profondissime, lo testimonia una vecchia canzone degli anni '20, dal titolo “Notti napoletane”, che all’interno conteneva una traccia musicale suonata con la sega. Da lì iniziai a fare indagini per cercare connessioni tra questo strumento e la città e scoprii con grande sorpresa che nel famoso brano “Maruzzella” di Carosone il grande percussionista, Gegè Di Giacomo, ad un certo punto suona un assolo di sega musicale. Credo che Di Giacomo sia stato uno dei pionieri di questo strumento. Tuttavia, sto cercando di ricostruire una storia degli albori di questo strumento a livello nazionale e pare proprio, almeno fino ad ora, che molti dati confluiscano proprio verso Napoli. E per il futuro? Hai in mente anche altro? Credo proprio che continuerò a seguire questa strada al momento, suonando e migliorandomi, in cerca anche di nuovi "strange music hero" e continuando la mia ricerca sulle cultura della sega musicale a Napoli e in Italia. Da quando ho intrapreso questa strada ho conosciuto tante persone fantastiche, ho avuto modo di collaborare anche con diversi artisti, soprattutto appartenenti alla nostra realtà musicale. Di recente sono stato ospite a radio Crc e ho ricevuto anche un invito per partecipare alla conference internazionale di suonatori di sega che si terrà a Vienna a metà giugno. Al momento sono felicissimo e non vedo l’ora di partire per questa nuova avventura. © Riproduzione riservata