Venerdi 20 ottobre 2017 04:24

C’è tanta Napoli al Premio Tenco, da Capitan Capitone a Gerardo Balestrieri




Torna il Premio Tenco. Tra poco più di un mese una giuria formata da 230 giornalisti assegnerà un rilevante premio musicale, conferito annualmente, ad alcuni dei più promettenti ed espressivi cantautori italiani. Nato nel 1974 in omaggio al cantautore Luigi Tenco, morto suicida in un albergo di Sanremo durante l'edizione del 1967 del Festival, il premio rappresenta un riconoscimento alla carriera di artisti che hanno dato apporto significativo alla canzone d'autore mondiale. Lo statuto del Club Tenco recita infatti «Lo scopo del Club è quello di riunire tutti coloro che, raccogliendo il messaggio di Luigi Tenco, si propongono di valorizzare la canzone d'autore, ricercando anche nella musica leggera dignità artistica e poetico realismo». La città di Napoli, con i suoi esponenti a graffiare il muro, ha decisamente buone possibilità di lasciare un segno di "poetico realismo" in questo 2016 e nel quarantennale della rassegna. Nei prossimi giorni l'esito dei premiati e la consegna delle targhe si terrà al Teatro Ariston il 20, 21 e 22 ottobre. Cinque le categorie da premiare, cinque targhe da assegnare alla lunga lista di finalisti tra i quali spiccano molti nomi partenopei. Per Napoli, nella categoria "album dell'anno" (riservata ai cantautori), figura Gerardo Balestrieri con "Canzoni nascoste"in competizione con l'irpino Vinicio Capossela, in gara con "Canzoni della Cupa", gli Afterhours con "Folfiri o Folfox", Niccolò Fabi con "Una somma di piccole cose" e Yo Yo Mundi con "Evidenti tracce di felicità". Tra i cinque finalisti della sezione "Miglior album in dialetto" approda la grande ciurma di "Capitan Capitone e i fratelli della costa". «Siamo tutti sulla stessa barca per la stessa ragione e con lo stesso intento predatorio: restituire musica e poesia al popolo. Tenco o non Tenco noi siamo qui, pronti ad assaltare nuovi vascelli con melodie e parole», racconta Dario Sansone dei Foja mentre Roberto Colella de La Maschera afferma che «forse è la genuinità e la ricchezza dei rapporti umani il valore più grande della storia e essere in finale alla Targa Tenco, senza che nessuno ci pensasse minimamente - crede è - già una piccola vittoria». Un altro componente della ciurma, Andrea Tartaglia, che con il Capitano era anche candidato alla Targa alla Migliore Canzone con “Le range fellon”, ha aggiunto: «Le range fellon ormai cammina da sé ed è una grande soddisfazione che si sia anche solo poggiato sullo scoglio di Sanremo. Ormai si viaggia con il vento in poppa guidati dal Capitano». Tra i finalisti, con "Zio Sepe" e i suoi ragazzi, anche gli Almamegretta con "Enneenne" e James Senese e Napoli Centrale con "O Sanghe". I partenopei sono tre su cinque e i due con cui sono in gara sono Claudia Crabuzza con "Com un soldat" e Stefano Saletti & Banda Ikona con "Soundcity. Suoni dalle città di frontiera". Per concludere sull'impronta che la città tenta di dare con costanza ed efficienza al panorama musicale cantautorale italiano, anche tra gli ospiti ci saranno tanti napoletani, con la presentazione di un brano inedito dedicato ai migranti de La Nuova Compagnia di Canto Popolare e le esibizioni di Enzo Avitabile e Amal Murkus.