Martedi 26 settembre 2017 20:08

“La Paranza dei Bambini”, il romanzo di Saviano in scena al Nuovo Teatro Sanità

20 aprile 2017



È andato in scena ieri sera a Napoli, nel rione Sanità, la prima de "La paranza dei bambini", tratto dall'omonimo romanzo di Roberto Saviano e allestito, assieme Mario Gelardi, sul palco del Nuovo Teatro Sanità dove sarà fino al 30 aprile, prima del debutto nazionale al Festival dei Due Mondi di Spoleto, l'1 e il 2 luglio. A dieci anni dal successo di "Gomorra", Saviano e Gelardi tornano a lavorare insieme sull'ultimo testo dello scrittore. In scena, insieme a Carlo Caracciolo - che firma la regia con Gelardi -, Luigi Bignone, Antimo Casertano, Riccardo Ciccarelli e un nutrito gruppo di attori della compagnia giovane ntS', Vincenzo Antonucci, Mariano Coletti, Giampiero de Concilio, Simone Fiorillo, Carlo Geltrude ed Enrico Maria Pacini.
 
Una messinscena essenziale composta da due scivoli, che forse allude alla "salita" dei protagonisti verso le proprie aspirazioni e alla facilità con cui rovinosamente gli stessi cadranno, racconta Forcella, volto storico della città, luogo in cui sembra non esistere un futuro alternativo a quello garantito dalla criminalità. Si racconta di un gruppo di giovanissimi napoletani che compongono la "paranza", la batteria di fuoco delle organizzazioni camorristiche. Cos'è la paranza lo racconta uno degli attori, prima del putiferio di strilli e confusione dei personaggi che si catapultano sul palcoscenico. Il termine ha origini marinaresche e indica le piccole imbarcazioni per la pesca che, in coppia, tirano le reti nei fondali bassi, dove si tirano su pesci piccoli, quelli buoni per la frittura di paranza. Il protagonista della vicenda è Nicolas Fiorillo, che si muove - insieme agli altri membri della paranza - tra l'innocenza della giovane età e la violenza del mondo in cui hanno scelto di crescere. Come i piccoli pesci, i protagonisti nuotano verso la luce, inconsapevoli di percorrere un percorso di morte.
 
«Il Nuovo Teatro Sanità e Mario Gelardi - racconta Saviano - non sono solo resistenza e non sono semplicemente teatro. Loro sono il nucleo intorno al quale alla Sanità, a Napoli, si cotruisce un presente reale, che si può toccare e ascoltare. Un futuro che si può immaginare. Loro sono voci che sovrastano urla, sono mani tese». Nessuno, meglio di loro, avrebbe potuto trasformare in corpi, volti e voci le parole dello scrittore.
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