Giovedi 17 agosto 2017 01:45

Fiction sulla Terra dei Fuochi, nel cast solo attori pugliesi: è polemica




NAPOLI - Una fiction per raccontare il dramma della «Terra dei fuochi» e la storia di Roberto Mancini, il poliziotto che per primo indagò sul biocidio campano e che si spense il 30 aprile dello scorso anno per un tumore. La produzione, patrocinata dalla Rai e affidata a Picomedia, dovrebbe iniziare subito dopo i casting che si terranno ad inizio maggio. La serie, che dovrebbe intitolarsi «Io non mi arrendo», sarà diretta da  Enzo Monteleone e vedrà tra i principali interpreti l'attore Beppe Fiorello, il quale interpreterà per l'appunto la parte di Mancini, il coraggioso servitore dello Stato che nei suoi verbali svelò l'orrore delle discariche abusive. Sembrerebbe tutto perfetto dunque, soprattutto tenendo conto dell'impegno sociale che avvolge il progetto se non fosse che, a suscitare lo stupore e le polemiche di alcuni attori e addetti ai lavori, sia giunto un annuncio da parte della produzione: «La fiction sarà interamente ambientata in Puglia e si cercano attori a attrici pugliesi dallo spiccato accento napoletano». Incredibile ma vero. Le motivazioni per tale scelta non mancano però e come spiega attraverso la sua pagina facebook  l'attrice Antonella Stefanucci, così come riportato dal Corriere del Mezzogiorno, in fin dei conti non risulta nemmeno poi tanto sorprendente. «Questa è una fiction - scrive la Stefanucci - sulla Terra dei fuochi, dunque ambientata in Campania, ma si gira in Puglia perché la Film Commission pugliese ci mette, fortunatamente, qualche soldino. Giustamente pretende che una buona parte di attori vengano presi in Puglia, ma la casting list dice che gli attori devono avere accento napoletano. Lascio a voi dedurre il risultato». Numerosi i commenti a seguito della decisione, perlopiù si tratta di attori e attrici che si interrogano sul perché di tali restrizioni e su come sia possibile che la Film Commission Campania non si sia proposta per realizzare la fiction sui luoghi dove si è verificato l'eco disastro, insomma una scelta, quella della Rai, destinata a far discutere ancora a lungo. © Riproduzione riservata