Domenica 19 novembre 2017 09:34

Un mix di giovani promesse e grandi maestri per il Ravello Festival 2016




ROMA - La 64esima edizione del Ravello Festival è stata presentata oggi a Roma. Sul podio si alterneranno i grandi nomi della compagine concertistica internazionale ma anche orchestre giovanili come quella italiana, diretta da Juraj Valcuha, che apre l’edizione 2016 la sera del primo luglio, e quella dei “Young singers” di Salisburgo che invece chiude il ciclo della programmazione musicale a fine agosto. La scelta si connota per il forte valore simbolico, di raccordo intergenerazionale, che si radica di significato anche con un progetto autunnale, primo nel suo genere, che prevede decine di nuovi talenti dei conservatori e delle scuole di musica di tutta Europa, ospiti ad ottobre della città della musica. «La Fondazione Ravello – ha dichiarato il presidente Sebastiano Maffettone alla conferenza stampa di presentazione (una data scelta non a caso, il 26 maggio 1880 è il giorno in cui Wagner scopre Ravello) - apre la stagione 2016 con una nuova governance e una nuova direzione artistica. Il rilancio della Fondazione è la conferma di come il nostro straordinario sistema culturale sia tornata al centro degli interessi nazionali e il settore stia ricevendo un impulso positivo anche dal nostro governo». Nell'edizione 2016 si esibiranno direttori d’orchestra come Yuri Temirkanov, il primo artista russo al quale fu consentito di esibirsi in Russia dopo la ripresa delle relazioni culturali con l’Unione Sovietica, alla fine della guerra in Afghanistan. L’americano James Conlon, instancabile divulgatore della musica dei compositori perseguitati dal regime nazista, che gli italiani potranno ascoltare in diretta Rai al concerto per la festa dei 70 anni della Repubblica. Il russo Tugan Sokhiev, tra i più emergenti di nuova generazione, che sta stringendo un rapporto con le più grandi orchestre del mondo e Jeffrey Tate, un ritorno per Ravello. La musica come linguaggio universale di pace, contro la follia delle guerre di ogni tempo, come quella che ha fatto “irruzione” qualche settimane fa nell’anfiteatro di Palmira liberata. © Riproduzione riservata