Giovedi 23 novembre 2017 19:33

Le Strisce, live travolgente al Lanificio 25




Ad un anno esatto dall'uscita del terzo album "Hanno paura di guardarci dentro" (Suonivisioni Records), i ragazzi delle Strisce sono tornati a suonare a Napoli, stavolta al Lanificio 25, centro della musica live di qualità in città. Una ventina di brani, una scaletta in perfetto equilibrio tra nuovi pezzi e canzoni dai lavori precedenti, diventate ormai i "classici" della band, che ha conquistato i seicento del pubblico presenti. La cifra distintiva di un concerto de Le Strisce probabilmente consiste nella familiarità e nel clima di festa che caratterizza ogni volta che Davide Petrella & Co. si esibiscono davanti ai fans. Come se ci si conoscesse tutti, band e pubblico, e ci si ritrovasse per il solo piacere di fare - ed ascoltare - bella musica. Si parte con i brani dell'ultimo "Hanno paura di guardarci dentro": "Nel disagio", "Comete", "Ci pensi mai", "Gli artisti" -  che racconta l'ultima performance di Marina Abramovic e Ulay, artisti innamorati, che si dissero addio sulla Muraglia Cinese dopo averla percorsa dai due lati opposti - e "La sindrome di Stoccolma". Si apre poi la sequenza dei brani più vecchi con "Fare il cantante" del 2008, anno d'esordio della band su MySpace, "Resistete" - dedicata a quelli che hanno il coraggio di non abbandonare la nostra Napoli - "Niente da dire", "Londra", "Are you ok?", brano che vanta, nella versione studio, la partecipazione di Cesare Cremonini al piano. E' il momento di "Alle dieci sotto da te", presentata con un nuovo arrangiamento e qualche inserimento testuale inedito: è una delle canzoni a cui i fans sono più legati ed infatti si rivela uno dei momenti più emozionanti del live. "Elefanti", "Andrea" - «una ragazza con il nome da uomo che dalla periferia sogna l'America» - "Fantasmi", "Persa" conducono rapidamente verso gli ultimi due brani: la scatenata "Valentina è pazza" e "Cosa deve fare un giovane d'oggi per potere ridere?", che suona quasi come un monito per i seicento presenti. Il pubblico però non è sazio e la band si concede ai bis, aperti con "Vieni a vivere a Napoli", un atto d'amore per la propria città «grazie a cui facciamo i musicisti». Concludono "Beat generation" e "Succede", richiesta a gran voce dal pubblico. Perfetta empatia, energia incontenibile alternata a momenti più emozionanti, Le Strisce si confermano una band che ha ancora molto da dire, non solo nel panorama napoletano. © Riproduzione riservata