Giovedi 17 agosto 2017 16:31

Stadio Collana, il Comune non lo libera: scoppia il caso, de Magistris è irremovibile




NAPOLI - Una volta era un campo da calcio, ora sta per diventare un campo di battaglia. Lo Stadio Collana al Vomero è al centro di una disputa. Da un lato il Comune di Napoli, che non vuole abbandonare la gestione dell'impianto, dall'altra l'Ati che ha vinto la gara di evidenza pubblica indetta dalla Regione Campania, proprietaria della struttura. «La Regione ha deciso prima di affidare il Collana a privati e non più in concessione al Comune di Napoli. Noi crediamo sia impensabile che la struttura vomerese sia sottratta alla fruizione collettiva e alla città», ha tuonato il sindaco de Magistris in un'intervista a Televomero. Dall'altra parte c'è la Ati composta da alcune società sportive, come la Cesport Italia di Peppe Esposito, il Napoli Calcio femminile e il club dello schermidore Sandro Cuomo. Il ct dell'Italia della spada è in prima linea contro la decisione del Comune di Napoli. In un articolo pubblicato su Il Mattino, il maestro di scherma accusa: «E’ stata vinta una gara di evidenza pubblica e due ricorsi al Tar, cos’altro bisogna fare per far rispettare la legge e consegnare l’impianto a chi ne ha legittimato il diritto? Mi auguro fortemente di non trovarci di fronte ad un nuovo caso “Mario Argento”, e che il Collana non faccia la stessa fine». Le condizioni dell'impianto, in effetti, non sono delle migliori. Alcune aree sono in preda al degrado e la fatiscenza si sta impadronendo delle palestre. Ma il Comune non arretra di un millimetro. «Le modalità con le quali la Regione ha effettuato il bando secondo la nostra avvocatura non rispettano la normativa», ha dichiarato a la Repubblica l'assessore allo Sport del Comune di Napoli, Ciro Borriello. Il punto su cui batte Palazzo San Giacomo sono la fonte dei finanziamenti per ristrutturare la struttura in vista delle Universiadi 2019. «Qualora si tratti di soldi pubblici - puntualizza Borriello -, i criteri di assegnazione vanno rivisti». © Riproduzione riservata