Lunedi 20 novembre 2017 05:00

Afro-Napoli, aggressione e razzismo in campo: «Negro di m…»




NAPOLI - Violenza in campo e insulti razzisti. E' la denuncia dell'Afro-Napoli United,  la squadra di calcio interetnica, militante in prima categoria. Il fatto, secondo una nota della società, sarebbe accaduto in una gara amatoriale giocata lunedì contro il Real Fac Marano, sul campo La Paratina di Chiaiano. «Il campionato amatoriale che affrontiamo ormai da molti anni – spiega il fondatore e presidente di Afro-Napoli, Antonio Gargiulo - ha fatto sì che i nostri ragazzi crescessero insieme a noi e ai sogni con cui siamo partiti. La notte di lunedì sera però, lo scenario che abbiamo trovato era prettamente dettato dall’odio, nel corso del confronto in campo tra Real Fac Marano e Afro-Napoli United del campionato amatoriale Fcs-Aics, una partita di cartello tra realtà che, tra l’altro, giocano anche nel campionato federale». «In men che non si dica – prosegue Gargiulo - la partita si è trasformata in una gara di insulti razzisti, è fioccato un “negro di merda” nei confronti di Adam, un ragazzo ivoriano cresciuto a Napoli, che ha segnalato la cosa all’arbitro, spiegando anche che lo United avrebbe abbandonato il campo se gli insulti non fossero cessati». Putroppo l’arbitro non ha avuto neanche il tempo di capire cosa stesse accadendo, perché i giocatori della squadra maranese dagli insulti sono passati alle maniere forti e hanno preso a calci sul volto Oleg, un ragazzo ucraino, già a terra dopo aver subito un fallo. La partita si è trasformata in un attacco all’Afro-Napoli: Adam, oltre a essere stato oggetto di insulti, è stato anche preso a calci da tre giocatori della squadra di casa e da alcuni dirigenti, che hanno persino minacciato la squadra con un coltello. I giocatori della Real Fac Marano hanno anche usato le bandierine di campo come spranghe, tanto che Luca, un altro dei calciatori della squadra interetnica, ha ricevuto dei punti di sutura in testa mentre altri due giocatori hanno evidenti ecchimosi ed ematomi. Anche l’arbitro ha subito dei colpi ed è riuscito con mille difficoltà a decretare la fine della partita in uno scenario da rissa da strada». «Si è trattato di una vera e propria aggressione dettata dall’odio razziale camuffato da sport – conclude Gargiulo - Come organizzazione aspettiamo il referto arbitrale, chiedendoci come sia possibile che certi personaggi sono presenti nel mondo dello sport, ed ancor di più in un campionato amatoriale. Come possano addirittura avere spazio nel campionato federale militando in seconda categoria. Ci chiediamo come come l’Fcs e, a questo punto, anche la Figc, vogliano prendere le distanze dalle culture e dai comportamenti medievali di personaggi dai conclamati valori razzisti e antisportivi. Attendiamo fiduciosi le decisioni degli organi competenti. Intanto continueremo ad andare avanti sempre a testa alta credendo nel nostro progetto e nei nostri ragazzi, nei valori che trasmettiamo e nella voglia di lottare e vincere, sia dentro che fuori dal campo». La replica del Real Marano è contenuta in un messaggio apparso su facebook: «È facile parlare quando si dicono le cose a metà. Di razzismo non se ne parla visto che abbiamo anche dei giocatori in rosa che sono di colore. Gli insulti sono volati da entrambe le parti. Vi presentate sui campi da gioco con mazze di ferro nelle borse e poi avete anche il coraggio di parlare?». Il post prosegue: «Siamo stati chiamati da voi fascisti, avete insultato madri e famiglie. Fate schifo con la bocca peggio di noi». Ovunque sia la verità, ne esce sconfitto il calcio. © Riproduzione riservata