Domenica 22 aprile 2018 12:27

La verità sulla linea 6, i tunnel e la storia dei nuovi treni troppo grandi
Meglio sgombrare immediatamente il campo da equivoci: i nuovi treni non hanno problemi ad attraversare i tunnel




L'argomento della settimana a Napoli è la metropolitana linea 6. Non per l'inaugurazione, che avverrà a fine anno con l'apertura della stazione di San Pasquale. E neanche per gli attesi aggiornamenti circa i lavori nelle stazioni di Chiaia e San Pasquale. La linea è finita nell'occhio del ciclone per una polemica sui nuovi treni che sarebbero troppo grandi per attraversare i tunnel. Tutto nasce da un articolo apparso sul Mattino che ha innescato una querelle che ha varcato i confini cittadini. Anche testate di rilievo nazionale hanno ripreso la notizia: ma è vero che a Napoli stanno per arrivare dei treni troppo grandi per le gallerie?

Il malinteso tunnel-pozzo

La questione, in realtà, è ben diversa. Il malinteso nasce dal titolo. Non è in arrivo alcun treno troppo grande per attraversare il tunnel. Le nuove unità avranno una larghezza simile ai sei tram attualmente in dotazione alla linea. L'articolo del Mattino - in realtà - parla di un pozzo, sito a piazzale Tecchio, troppo piccolo per calare le nuove unità di trazione. Il foro misura 25 metri, i nuovi vagoni 39. Qualcuno ha eccepito che sarebbe possibile smontare le quattro casse delle Udt, e rimontarle una volta calate. Un'operazione difficile e dispendiosa. Le casse non sono facilmente smontabili e andrebbero poi ricomposte in un'officina angusta come quella di piazzale Tecchio. Si tratta di una piccola rimessa "di fortuna" che servirà ad attestare i mezzi in manutenzione, in attesa del nuovo deposito che dovrebbe sorgere nell'area dell'ex arsenale, in via Campegna.

Si inizia con i "vecchi" tram

Il Comune di Napoli, attraverso l'assessore Calabrese, ha spiegato che si è trattato di un gigantesco misunderstanding. I tecnici non hanno intenzione di calare i nuovi treni nel pozzo di piazzale Tecchio. Le nuove unità saranno immesse in linea direttamente nel nuovo deposito a raso, che sarà realizzato nei prossimi anni. Niente nuovi treni, per il momento. Il servizio sarà attivato con i mezzi già a disposizione: sei elettromotrici tranviarie articolate, realizzate a fine anni Ottanta, quando la linea 6 era denominata Linea Tranviaria Rapida. Mezzi che hanno circolato poco, che in realtà non sono metropolitane ma tram, ma che allo stato attuale rappresentano l'unica soluzione. Il dado, dunque, è tratto. Ed è meglio rimarcarlo. Dei nuovi treni non ci sarà l'ombra fin quando non sorgerà il nuovo deposito in via Campegna.

Quando arriveranno i nuovi treni

Quanto ci vorrà per realizzarlo? Qualcuno parla di un paio di anni. Dopotutto si tratta di una distanza ravvicinata. I binari, da piazzale Tecchio, dovrebbero bypassare in sotterranea il fascio della stazione di Napoli Campi Flegrei, collegandosi dall'altro lato alla rimessa che sorgerà a raso. La speranza è che i tempi saranno realmente rispettati. Ma avere dei sospetti è lecito per una linea caratterizzata dai ritardi epici nella consegna dei lavori. Lunga soli 6,7 chilometri, è stata iniziata nel 1987 e più di trenta anni dopo risulta ancora incompleta. Per tale intervento il Cipe, lo scorso 22 dicembre, ha approvato l'erogazione di risorse per 267,82 milioni, per la realizzazione della tranche Mostra-Arsenale-Deposito Officina Arsenale. Il progetto prevede che la linea prosegua poi fino a Coroglio, ma questa è un'altra storia.

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