Mercoledi 20 settembre 2017 23:54

Pendolaria, incubo Circumvesuviana: è la seconda peggior ferrovia in Italia
Il rapporto Pendolaria boccia senza appello le ferrovie in Campania: treni vecchi, ritardi, soppressioni e mancanza di sicurezza le rendono un incubo per i viaggiatori.

12 dicembre 2016



NAPOLI - La Circumvesuviana è la seconda peggior linea ferroviaria in Italia. Peggio c'è solo la Roma-Ostia Lido. È quanto afferma il rapporto 2016 di Pendolaria, edito da Legambiente. La linea che collega Napoli ai paesi del Vesuviano è bocciata senza appello sotto ogni profilo. «L’utente medio della “Circum” - si legge nel rapporto - ormai non fa più caso ai ritardi. La speranza, piuttosto, è che la corsa non rientri tra le diverse centinaia cancellate ogni anno. E una volta saliti a bordo non resta che  sperare di poter proseguire fino alla meta senza intoppi. Non è detto poi che i probabili guasti al materiale rotabile o i blocchi alla fatiscente rete di trasporto siano il peggio che possa capitare. Perché, tra incidenti o principi di incendi, scippi, aggressioni, intimidazioni, finestrini presi a sassate, controllori impotenti che rischiano di essere pestati a sangue per aver banalmente chiesto il biglietto o intimato di non fumare a bordo».

«Disastro Eav»

Il rapporto boccia anche l'Eav, la holding che gestisce il trasporto su ferro in Campania, definendo «un disastro» la situazione dell'azienda. «Il crollo del numero dei viaggiatori - sostiene il rapporto - è lo specchio della crisi in cui versa un’azienda che gestisce una buona parte del trasporto pubblico su ferro in regione: secondo i dati della società nel 2010 erano 40 milioni gli utenti della Circumvesuviana, crollati ora a 27 milioni; quelli della Sepsa (Cumana e Circumflegrea) sono passati da 20 milioni a 11; quelli di MetroCampania Nordest, da 67 milioni a circa 40. Qualche buona notizia sembrano arrivare dal decreto fiscale che contiene lo stanziamento di circa 600 milioni da destinare alla Regione per il pagamento dei debiti pregressi di Eav». «Secondo gli annunci della Regione, la flotta della Circumvesuviana sarà ampliata con la messa in esercizio di 21 dei 26 treni Metrostars (frutto di una commessa del 2004 e terminata nel 2015, ma già oggetto di manutenzione per difetti di progettazione che ne impedivano l’utilizzo). Sono inoltre partite altre due commesse (con EuroMaint e Tfa) per il revamping di 37 treni che dovrebbero arrivare da marzo 2017. Altri investimenti sono previsti per la sicurezza e la manutenzione della rete ferroviaria anche per le altre linee gestite da Eav». «L’azienda, inoltre, in questo ultimo anno ha provato a rispondere contrastando il fenomeno dell’evasione tariffaria, altro grande problema, intensificando i controlli. Quasi tutte le stazioni però restano prive di tornelli e il controllo è affidato agli stessi lavoratori che - conclude Pendolaria - lamentano rischi per la sicurezza, viste le continue aggressioni subite».

Treni vecchi e biglietti più cari

I treni in Campania hanno un'età media di 18,3 anni. Più del 70 % dei 407 convogli in servizio ha più di 15 anni. La Circumvesuviana conta 83 treni in circolazione costruiti negli anni ’70 ed altri 35 nei primi anni ’90.  Cumana e Circumflegrea lamentano un’età media dei 30 treni addirittura superiore a 33 anni. Non va meglio per l'Alifana dove i treni sono vecchi di 35 anni. Nonostante l’immissione graduale di 9 nuovi treni (che si concluderà a gennaio) per la linea Metro Campania NordEst Benevento-Cancello ed alcuni nuovi convogli di Trenitalia, per Pendolaria «pesa il materiale rotabile più vecchio che causa ritardi all’ordine del giorno come le soppressioni che arrivano a quasi il 50% dei treni giornalieri nei casi peggiori». Il trasporto su ferro, in regione, deve fare anche i conti con i tagli: -15,1% tra il 2010 e il 2016. Il contraltare è l'aumento medio delle tariffe che segna un +36,1%.

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