Venerdi 20 luglio 2018 16:48

Taxi fermi anche a Napoli: disagi all’aeroporto e alla Stazione Centrale

20 febbraio 2017

NAPOLI - Da oggi anche a Napoli i tassisti incrociano le braccia. Trasformato, dunque, lo stato di agitazione proclamato nei giorni scorsi ma che non aveva impedito lo svolgimento del servizio, in una assemblea «spontanea e permanente» decisa in attesa degli esiti della riunione che si svolgerà domani a Roma, al ministero dei Trasporti.

Lo stop riguarda in particolare i principali snodi nei collegamenti in città con consequenziali disagi: nell'aeroporto di Capodichino sono stati già diffusi annunci per segnalare i disservizi e a tal fine sono state diffuse le informazioni su come spostarsi.

La "protesta" è iniziata alle 08:00. Vuoti, infatti, gli stalli di fronte al terminal arrivi mentre un gruppo di tassisti è presente in un'area vicina all'ingresso ma non effettua corse.

Taxi fermi anche alla Stazione Centrale

Anche alla Stazione Centrale di Napoli le auto per il servizio pubblico sono ferme nei posteggi. I tassisti, che hanno deciso l'agitazione con un tam tam mattutino, tengono a precisare che garantiscono le corse solo per invalidi, anziani non autosufficienti e medici che debbono raggiungere ospedali e luoghi di cura.

Intanto a Roma è il quinto giorno consecutivo di stop per i taxi. La categoria protesta dopo la votazione di un emendamento contenuto nel Milleproroghe che deregolamenta il settore. «Non aiuta di certo il clima - spiega Riccardo Cacchione di Usb taxi - l'aver tardato l'incontro con il ministro Delrio, previsto per martedì, a fronte di una calendarizzazione che prevede l'inizio della discussione alla Camera già da lunedì. Ci auguriamo che la discussione duri almeno qualche giorno. Se il Pd non è convinto di quello che ha fatto, se le altre forze politiche intendono attivarsi concretamente per concludere questa vicenda a favore del servizio pubblico, dell'utenza e dei lavoratori, è il momento di farlo. Noi - conclude - siamo determinati a non rinunciare ai nostri diritti».

© Riproduzione riservata