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Riordino del sistema portuale, Autorità unica per gli scali di Salerno e Napoli

23 gennaio 2016



SALERNO - Saranno accorpati, sotto un'unica autorità che assumerà il nome di Autorità di sistema portuale, i due principali scali campani. È questa una delle maggiori novità introdotte dal decreto per la riorganizzazione delle autorità portuali, licenziato dal Consiglio dei Ministri al termine di un lungo lavoro svolto dai tecnici del Ministero delle infrastrutture.

La nuova Authority sarà guidata da un presidente, nominato dal ministro previo parere del presidente della Regione e membro del comitato di gestione assieme ad un designato della Regione, un designato della città metropolitana di Napoli ed un rappresentante di ciascuno dei Comuni ex sede di autorità, vale a dire Napoli, Salerno e Castellammare, infine un delegato dell'autorità marittima. A completare l'organigramma della nuova autorità indipendete un segretario generale e il collegio dei revisori dei conti.

Le direzioni di scalo di Napoli e Salerno rimarranno autonome, come ha più volte sottolineato il ministro Delrio, mentre l'accorpamento dei due poli avrà l'obiettivo di potenziare la funzione turistica del nuovo sistema portuale a discapito di quella commerciale. Proprio quest'ultimo aspetto ha suscitato forti perplessità tra gli addetti ai lavori salernitani, che si chiedono quale sarà l'effettivo grado di autonomia rispetto ad uno scalo tutt'altro che florido, impegnato in una lenta e faticosa ripresa, quale è appunto il commissariato porto di Napoli.

Disappunto che serpeggia anche tra gli esponenti istituzionali del territorio salernitano, per i quali la scelta del governo sarebbe frutto di una scarsa conoscenza delle reali specificità e del diverso grado di competitività dei due scali. Proprio la settimana scorsa il deputato Pd Tino Iannuzzi ha presentato un'interrogazione indirizzata al ministro Delrio che lamenta in buona sostanza il mancato coinvolgimento della Regione nell'elaborazione della riforma e il suo tardivo intervento solo in sede di conferenza Stato-Regioni, peraltro limitatamente all’intero riordino nazionale e non alla specifica questione campana.

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