Giovedi 23 novembre 2017 19:33

Alta velocità Napoli-Bari: al via i lavori




ACERRA (NA) - Avviati oggi i cantieri delle opere civili necessarie per il potenziamento infrastrutturale e tecnologico dell’itinerario Alta velocità/Alta capacità Napoli–Bari, in linea con l’iter dei lavori indicato dal decreto Sblocca Italia. Si tratta della prima fase degli interventi programmati. Da ottobre 2016 saranno poi avviati i principali cantieri. In particolare, le opere civili saranno realizzate nel comune di Acerra, la nuova viabilità stradale in località Gaudello e nel comune di Dugenta, nel beneventano, il nuovo cavalcavia e la viabilità stradale funzionale alla definitiva eliminazione del passaggi a livello di via Calabroni. All’avvio dei lavori presenti il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio e presidenti delle Regioni Campania e Puglia, Vincenzo De Luca e Michele Emiliano. Durante l’incontro il commissario straordinario di Governo e l'amministratore delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, Michele Mario Elia, hanno illustrato la tempistica dei lavori sottolineando la necessità del continuo confronto con gli enti locali interessati. L’’itinerario Alta velocità/Alta capacità Napoli–Bari-Lecce-Taranto, inserito nella rete Trans european network (Ten-T), consentirà di integrare l’infrastruttura ferroviaria del Sud-Est, in particolare la Puglia e le province più interne della Campania, con le direttrici di collegamento al Nord del Paese e con l’Europa. A opera completata sarà sensibile la riduzione dei tempi di viaggio: solo tre ore fra Roma e Bari, contro le attuali quattro, e due ore fra Napoli e Bari, rispetto alle attuali tre ore e 40 minuti, incremento della capacità di traffico, aumento dell’offerta di trasporto, sviluppo dell’interscambio modale (ferro/ferro e ferro/gomma) per gli spostamenti fra le grandi aree metropolitane del Sud-Est, sostenibilità ambientale: sono questi i principali benefici che si otterranno a conclusione dei lavori programmati. Senza dimenticare il significativo impatto sociale previsto, in termini di ricaduta occupazionale: per i primi interventi è stimato l’impiego medio di 2.200 uomini, di cui 2mila occupati nella realizzazione delle opere e 200 nell’indotto. L’asse ferroviario Napoli–Bari ha anche un ruolo fondamentale per lo sviluppo del Mezzogiorno poiché connette due aree che da sole raggiungono una quota di oltre il 40% della produzione di mercato nel Meridione. © Riproduzione riservata