Giovedi 23 novembre 2017 06:27

Casa Surace in esclusiva: «Cosa sappiamo far meglio? Mangiare e girare video»
I ragazzi di Casa Surace si raccontano in un'intervista esclusiva a Diario Partenopeo: tutto è partito da un appartamento nel cuore di Napoli.

23 dicembre 2016



È da poco uscito A Natale non torno a casa e in cantiere c'è già un nuovo video. I ragazzi di Casa Surace sono un vulcano di idee inarrestabile. Fenomeno web del momento, hanno raggiunto il successo tra i giovani e non solo, grazie ai loro video divertentissimi e talvolta commoventi. Il disagio dei neo-trentenni e le differenze tra Nord e Sud sono i loro punti di forza, ma non disdegnano i temi di attualità come il Fertility Day o l'immigrazione. Casa Surace è un vero e proprio appartamento nel cuore di Napoli che da un piccola idea si è trasformato in una casa di produzione video. La base operativa per Simone, Daniele, Alessio, Andrea, Paolo, Luca, Stefano, Bruno, Riccardo, Beppe, Giampiero, Laura, Fernanda, Tommaso e tanti altri che con immenso entusiasmo e tanto divertimento sono riusciti a conquistare il web importando in tutta Italia lo spirito e le tradizioni del Sud. Diario Partenopeo li ha incontrati per qualche domanda.

Come è nato il progetto Casa Surace?

«È nato in una grotta al freddo e al gelo; ah no quello era Gesù. Però in effetti Casa Surace è quasi una grotta. In verità è nato scherzando, ma non troppo. Un giorno parlavamo di fare un gruppo tutti insieme, e Alessio ha detto "ok, da domani vengo a casa vostra e lavoriamo tutti i giorni". Ci siamo messi a ridere, ma quello poi veramente è venuto. Ed è nata Casa Surace. Allora ci siamo domandati: Cosa sappiamo fare meglio per iniziare? E la risposta è stata "mangiare e girare video". E così sono nati i nostri format».

Avete dei modelli ai quali vi ispirate per la vostra comicità?

«In realtà abbiamo dei gusti comuni e altri molto diversi l'uno dall'altro. Qualcuno cita Breaking Bad, qualcuno Lino Banfi. Qualcuno sogna di essere David Lynch, qualcun'altro sogna Edwige FenechDaniele si ispira a Tom e Jerry, ma non abbiamo capito bene a chi dei due».

Quanto è stata importante Napoli nella nascita e nell'affermazione di Casa Surace?

«Probabilmente se non avessimo avuto lo spirito e l'anima di noi napoletani, Casa Surace non sarebbe mai nata. Siamo cresciuti nell'urgenza, nella creatività del momento, e soprattutto vivendo in 7 in una casa, come nei migliori stereotipi partenopei. La società è formata per metà da ragazzi napoletani (Simone, Alessio, Bruno, Riccardo e Paolo) e metà di Sala Consilina (Daniele, Andrea e Luca) e quindi se dovessi dare un nome al nostra cordone ombelicale io direi Sud».

Numerose sono state le vostre collaborazioni con nomi importanti del cinema italiano. Tra i tanti: Claudio Santamaria, Stefano Accorsi e Sandra Milo. Cosa ci potete raccontare di queste esperienze?

«L'esperienza più bella è realizzare il giorno delle riprese che la ragazza del poster che avevi attaccata al muro della tua stanza a 16 anni (Martina Stella) o il protagonista del film L'ultimo bacio (Stefano Accorsi) sono davanti a te e girano uno dei tuoi video. Sono sempre stati tutti gentilissimi con noi, davvero, disponibili a fare cose a cui forse non erano abituati. Il web spesso è ironia, scherzo, ci si prende in giro. Noi cerchiamo sempre di imbastire bene i discorsi quando parliamo con attori famosi, ma abbiamo avuto la fortuna di incontrare sempre persone autoironiche. Quando Santamaria ha scherzato sulla sua età, o quando Accorsi ha cominciato a urlare a telefono come nell'Ultimo bacio, non ci potevamo credere!»

Nelle vostre clip evidenziate spesso le contrapposizioni tra Nord e Sud in chiave comica. Al di là dell'affermazione delle origini, c'è una lettura sociologica o è una semplice caricatura?

Noi cerchiamo di raccontare la realtà da cui veniamo, e ovviamente di dare un'interpretazione moderna. Nei nostri video non esistono vincitori e vinti del Nord e del Sud, ma due realtà che anche se passa il tempo si scontrano, e questo ci fa molto ridere. Quando abbiamo cominciato non ci aspettavamo che un'enorme pubblico avrebbe trovato nei nostri video una legittimità. I fuori sede e i terroni, che prima si sentivano "inferiori", ora sono orgogliosi. E ci inviano un sacco di foto di cibo. Ma un sacco proprio».

Quali sono i vostri progetti futuri e dove sperate che possa portarvi Casa Surace?

«Speriamo che non ci porti ad essere di nuovo disoccupati. No, in verità al momento la nostra realtà sta crescendo molto, e siamo contenti, abbiamo progetti e medio, breve e lungo termine, ma non la memoria, infatti non ce ne ricordiamo neanche uno. Sicuramente a ferragosto torniamo al paese».

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