Mercoledi 19 dicembre 2018 02:21

Napoli-Crotone, Sarri in conferenza: «Futuro? Non ho ancora deciso. Ma se andrò via, non sarà in Italia»
L'allenatore degli azzurri è stato chiaro: «Se dovessi cambiare non passerei dall'amore totale di Napoli ad un'altra squadra italiana».

20 maggio 2018

Si conclude con la vittoria contro il Crotone la stagione degli azzurri. Al termine della sfida al San Paolo, Maurizio Sarri, tecnico del Napoli, ha parlato in conferenza stampa: «Questo pubblico merita di vincere. C'è un po' di rammarico perché sopra i 90 punti, in genere, si vince lo scudetto. Ma resta l'orgoglio: la squadra era a -24 dalla Juventus, ora a -4, tre record di punti consecutivi crescendo ogni anno».

«Voglio sapere che sia possibile ripetersi»

Resta ancora tutto da scrivere il futuro dell'allenatore del Napoli, che non ha affatto le idee chiare: «Non so quello che farò, come ha detto anche Insigne. Fino ad un'ora fa pensavo solo al record di punti. Parlerò con la mia famiglia, sono decisioni anche loro e valuteremo. Sicuramente se resto voglio avere la percezione che sia possibile ripetersi, non la sicurezza, perché quella non può darcela nessuno».

L'ultimatum del presidente

Aurelio De Laurentiis è stato chiaro: il tempo è scaduto. Ma Sarri è di un altro avviso: «Quando ho fame mi innervosisco e dico "no" a tutti, non mi concentro. Non so se il tempo è finito: magari ci saranno un giorno o due di recupero dopo un anno». Intanto il toscano si è inchinato al pubblico del San Paolo: «Mi è sembrato il minimo ringraziare i tifosi così, ci hanno dato tutto. Sto girando tutti gli stadi europei, ma qui c'è qualcosa di particolare. Il ringraziamento era dovuto: ci hanno dato tutto solo per le emozioni vissute».

Un amore insostituibile

Ma una cosa è certa: andare via vorrà dire addio alla Serie A: «Se dovessi cambiare mi piacerebbe andare all'estero, non passare dall'amore totale di Napoli ad un'altra squadra italiana». Poi è tornato sulla possibilità di ripetersi: «Sappiamo che ci sono delle clausole: se perdi Mertens a 28-30 milioni non trovi uno così ad una cifra così bassa. Se perdi Albiol a 7-8 milioni fatichi: ho visto pagare 70 milioni dei centrali che non valgono lui. Sono contratti fatti anni fa, poi il mercato è cambiato: i prezzi sono lievitati».

«Anche in Cina userei sempre il "noi" per parlare di Napoli»

I cori spingono a restare? «Il sì è col cuore, sono già fortunato ad aver allenato la squadra del mio cuore. C'è però da dire che nella vita finisce tutto e a volte bisogna far finire». Non è mancata qualche parola sull'addio di Reina: «È un giocatore importante per il nostro modo di giocare. Vitale per uscire dalle pressioni avversarie. Perdiamo soprattutto fuori dal campo, per carisma e personalità. Si partirà con una perdita». Ma l'uso del plurale non nasconde altro: «Anche se andrò in Cina userò sempre il noi quando parliamo del Napoli».

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